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Donne: Fini, Angela Napoli si scusi
Deputata Fli, forse alcune onorevoli si sono prostituite
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Federica
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Vedrò di venirne a capo. Pertanto mi riservo di fornire, a breve, le notizie che sarò riuscito a raccogliere al riguardo. Saluti. (c.p.)
Gianni Agnelli docet !
Rifugiati della tua "Calipso", ninfa solitaria che ti accoglie nelle sue lunghe trecce al pari del navigator Ulisse.
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Ringrazio per il suggerimento, che seguo puntualmente. La mia Calipso, tuttavia, non ha trecce né possiede le "arti" di quella ninfa omerica. E poi io non sono Ulisse. Mi piacerebbe!...
Saluti. (c.p.)
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Fammi capire meglio: a quale Chiccu ti riferisci? Ciao! (c.p.)
Quindi caro Carlo ancora un po' di pazienza, la buriana sta per finire, così potremo goderci in santa pace questo angolo di paradiso terrestre.
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Ovviamente, condivido e... aspetto. Ciao! (c.p.)
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Per quanto ne so, la struttura dovrebbe essere chiusa al pubblico e utilizzata occasionalmente per ritiri spirituali di religiosi e simili. In ogni caso, ho attivato un canale di ricerca per sapere come stanno le cose. Ne saprò di più a breve e non mancherò d'informarne il cortese lettore Ezio Ortu. Che saluto (c.p.)
Scusate il mio italiano, ma non ho studiato in Italia! Tutto questo puo' sconvolgere certuni, ma è realtà, non è un fumettto!
Mi dispiace dover macchiare la sua immagine, ma non posso leggere queste righe, sapendo quello che mi ha fatto passare!
Scusate!!!!!!
Avete mai visto "padre padrone"???????
Cianeddu era quindi un mio vicino di casa, riesco quasi ad immaginarlo nella piccola bottega.
Questa storia deve essere ambientata in un tempo lontano, cioe' quando la gente si accontentava di poco, del necessario per vivere. Appunto, meglio avere poco, dormire profondamente e cantare allegramente pittosto che rimanere svegli tutta la notte, "orioladu"
pensando alle cambiali da pagare.
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Cianeddu approciava la vita diversamente... colorava la sua esistenza, se la cantava e faceva bene..la vita per lui era una musica!!! altro che "uriolos"
L'esatto contrario di cio' che avviene nei nostri tempi, "i tempi moderni". Durante le mie visite in Italia ho notato che molta gente, specialmente nei piccoli centri, si stressa la vita a causa delle manie di grandezza... pensando a comprare, comprare, comprare... "su lussu chi no si poden permittere" per dimostrare non so a chi "chi puru deo appo su palattu"... "beni a m'acciappare chi ti fatto idere sa domo"... e su caffe?? Su caffe' no lu leamus in su friscu... cioe' in cantina.
Chiedo scusa per il sardo che sicuramente non e' corretto.
Saluti da Londra
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Grazie per i saluti, che ricambiamo affettuosi. Il tuo sardo, nonostante la lunga permanenza londinese, è ancora fresco e musicale. Sa raighina est sana e bona. Saludu meda! (c.p.)
d'altro lato sapere che mise la propria vita a rischio per aiutare gente che ne aveva bisogno
e per di piu' rifiutare di camuffarsi come il nemico è una cosa ammirabilissima.
Questo giovane era fortemente coraggioso con alti valori. Un esempio per noi tutti
Bisognerebbe dedicargli un 'monumento'
Come ho scritto nell'oggetto cosa vuoi che glie ne freghi? Basta percorrere 6 Km e andare a Martis: ci trovi un sito tutto aggiornato con delibere di giunta, di consiglio, programmi di attuazione della giunta annuali, curriculum vitae di tutti gli impiegati del comune con loro retribuzione e tanto altro.
Da noi più si nasconde e meglio è, meno si sa e meno si commenta; siamo in un regime di monarchia assoluta svolto come ai tempi di Eleonora d'Arborea. Sai, mi vergogno per quello che siamo: un comune in mano a persone che non pensano a niente se non ai loro comodi. Siamo buoni solo a far pranzi; siamo i primi in tutta la regione e forse in tutta la nazione italiana. Ma perchè? mi chiedo. Dove siamo finiti...
E' mai possibile che non funziona niente: ognuno fa quello che gli pare. Se telefoni in comune ti rispondono come parlando a un familiare. Ti aspetti di sentire "Pronto, comune di Chiaramonti, buongiorno!". Scordatelo. Provare per credere. Telefonate e vi sarà confermato tutto quello che ho scritto.
Per non parlare del sito del comune; una spesa inutile per un sito uguale a quello del comune di Ardara.
Caro Carlo, come vedi scrivere non è il mio forte e mi viene male dire tutto quello che penso e vedo nel nostro paese. Credo che non miglioreremo mai occupandoci di pranzi quando dentro di noi non c'è cultura, morale e senso di appartenere a una comunità.
Forse ti ho stancato con le mie lamentele, ti saluto e sempre ti ringrazio per quello che scrivi.
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Capisco la tua amarezza, caro "chiaramontese scettico". La capisco perché è un po' anche la mia. Ma io sono un vecchio cui resta poco da sperare. Soprattutto perché eventuali modifiche degli stili culturali e dei comportamenti di una comunità, pur piccola come la nostra, richiederebbero tempi lunghi. Che a me, per motivi anagrafici, non sarebbero comunque concessi. Spero che tu sia giovane e che la rabbia che ti canta sia durevole e non un fuoco di paglia. Se così è, non arrenderti. Ogni comunità ha gli amministratori che si merita. Da noi, questo passa il convento. Come diceva Eduardo De Filippo in "Napoli milionaria": "Ha da passa' 'a nuttata...". Auguri! (c.p.)
Ho letto il tuo commento e c’è poco da aggiungere, hai ragione Carlo. Mi sono anche soffermata sul titolo del commento del signor Guerra riferito ad Amadio, dal titolo “il sangue non è acqua”...
Mi preoccupano le affermazione della Gelmini “vietato criticare il governo”. Mi preoccupano le affermazioni di Berlusconi “la libertà di stampa non è un diritto assoluto”- Mi preoccupo quando il sindaco di Roma loda Mussolini.
La brama del potere talvolta fa perdere l’uso della ragione ed ho l’impressione che l’Italia abbia già un nuovo duce eletto democraticamente, proprio come Mussolini.
L. Scanu
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Che dire, cara Nanda? Chi, come me, naviga nel mare della terza età e veleggia velocemente verso altri lidi, non può non avere qualche rimpianto. Il mio, credimi, non è tanto quello per i begli anni perduti quanto per il fallimento registrato dalla mia generazione. Che, non vaccinata a sufficienza evidentemente, ha creato le premesse per consegnare l'Italia ai figuri che ci ritroviamo intorno. Gente che, oltre che della lingua italiana, non conosce la grammatica della democrazia. Nè del galateo. Il che non è poco.
Ribadisco che mi angustia molto il fatto che abbiamo perduto, pressoché per intero, la capacità d'indignarci. Cricche, mafie, camorre, malgoverno, sopraffazioni, P3 e altre amenità del genere ormai fanno parte del nostro panorama quotidiano. Ci siamo talmente assuefatti a questo letame da non sentirne più il lezzo. Che pure ammorba ogni angolo del Bel Paese.
E' del tutto normale che B dica quelle scempiaggini. E' coerente col suo modo di vedere le cose, oltre che col suo stile di vita. Gli riconosco, se non altro, la dote della sincerità, in quel caso. Non sempre. E' ben più preoccupante che chi gli sta attorno non abbia nulla da dire (da dirgli); e che quasi la metà degli italiani continuino ancora a osannarlo e ad avere fiducia in lui.
Ti pare, il nostro, un paese normale? A me no. Ti saluto (c.p.)
Dopo aver letto questa triste storia un’angoscia profonda ha invaso la mia anima e non riesco ancora a credere che un ragazzo, un mio compaesano, abbia vissuto sulla propria pelle questo orrore!
Non posso non inchinarmi davanti alla grandezza del sacrificio eroico di Giovanni Gavino Tolis e non mi voglio soffermare sulle onorificenze MERITATE!
Che tristezza... morire in un campo di concentramento... lontano dagli affetti... in solitudine...
Mi è difficile immaginare come i genitori del giovane abbiano potuto sopportare e vivere un dolore così grande, tra le mura domestiche, nel silenzio, mentre la vita in paese, al di là dell’aria che si respirava a causa della guerra, scorreva quasi normalmente.
Povero ragazzo! “Hai pagato un prezzo altissimo per la nostra libertà, sappi però che la tua sofferenza, oggi che conosco la tua storia, è anche la mia e sicuramente di tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerti attraverso gli scritti”. Con tanto affetto.
L. Scanu/Roma
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Grazie per la testimonianza affettuosa. La mia angoscia per la sorte orrenda occorsa al giovane Gavino Tolis, comune a tanti altri purtroppo, si amplifica vieppiù se, guardandomi intorno, considero a chi quegli eroi, morendo tra sofferenze atroci, hanno consegnato i destini della Patria che essi hanno difeso col sacrificio estremo. Onorandola. Le cricche di turno, come pure governanti incapaci e disinvolti manco si ricordano dei tanti Tolis che l'Italia hanno fatto grande e bella. Noi, forse, meritiamo un tale trattamento, tenuto conto dell'indifferenza con la quale ormai ci lasciamo glissare addosso scandali e malaffare di ogni genere. Ma quei giovani andati a morire con la speranza di contribuire a creare una società migliore, certamente no. Meriterebbero di essere ricordati, più che con le medaglie, con atti concreti, leggi uguali per tutti e riforme degne di questo nome.
Hai ragione tu: che tristezza! Saluti. (c.p.)
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Ho chiesto lumi al prof. Giovanni Soro, che in Thailandia è ormai un po' di casa. Mi ha detto che, dal 23 al 28 corrente mese, un gruppo folk thailandese sarà a Perfugas per il consueto festival internazionale del folclore. In quella circostanza, sarà presente anche il rettore dell'università "Surindra Rajabhat University" di Turin. In qualla sede, pertanto, sarà possibile avere informazioni dettagliate e puntuali sulla richiesta. Suggerisco di mettersi in contatto col prof. Soro, che ringrazio per le informazioni. Auguri e saluti. (c.p.)
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La gratitudine è reciproca. Soprattutto perché, ora, grazie al sito www.montaltomarche.it, di Giovanni Amadio sappiamo qualcosa di più, rispetto alle poche, scarne notizie che, all'epoca della proposta dell'initolazione di una via, fece in commissione l'allora segretario comunale Salvatore Galleu da me ricordato. Grazie ancora e saluti cordiali ai montaltesi, oltre che agli Amadio che ancora ci vivono. (c.p.)
La mattina del 26 giugno scorso sono andato a Ghilarza insieme a Paolo Pulina e alla moglie Marinella, per una conferenza sul canto sardo e sulla poesia improvvisata: in viaggio, Paolo mi ha detto che ci sarebbe stata, a breve termine, una bella sorpresa per Chiaramonti, ma non mi disse altro. Aggiunse che non poteva e, in tutti i casi, lo avrei saputo “fra qualche giorno”.
La sorpresa era questa. È davvero una gran bella notizia ed io ne sono contento. Alle persone della mia età, quando eravamo bambini, veniva raccontata spesso, anche dagli insegnanti, l'inumana fine che i tedeschi avevano riservato al giovane Tolis in campo di concentramento. Il racconto era così coinvolgente che noi tutti immaginavamo la scena.
Quanto abbiamo pianto per lui. Un velo di commozione mi pervadeva, quando, da chierichetto, assistevo ai “responsos” che padrino Dedola gli recitava, anche lui con voce commossa, sulla tomba dei caduti, dove i fiori feschi non mancavano mai. Era per noi ragazzi di allora (e mi auguro lo sia anche per i giovani d'oggi) un eroe da ammirare e da ricordare con gratitudine.
A proposito! Santa Giusta non so, ma Gesù non era vegetariano? La prossima festa si potrebbe organizzare con menu a base di verdure grigliate o cotte al vapore, condite con olio extravergine e aceto balsamico. Chissà che bontà e quante adesioni sin da ora potrebbero pervenire, aumentando sensibilmente le presenze dei sassaresi magna gaula. Sono alquanto fiducioso!
Alla prossima. Claudio