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Mercoledì 16 Settembre 2015 00:00

La contemporaneità di due delitti che, il 22 Novembre 1963, fecero fuori altrettanti amministratori, distanti fra loro migliaia di miglia: il 35° Presidente degli States e un Consigliere comunale di Chiaramonti

di Carlo Patatu

 

Quando si dice la coincidenza!

Nello stesso giorno, il 22 Novembre 1963 e qualche ora prima di Daniele Mannu (v. Uno sparo nella notte!...), fu assassinato a Dallas John Fitzgerald Kennedy, 35° Presidente degli Stati Uniti d’America. Kennedy fu colpito alle ore 12:30 ora locale, mentre, in corteo, attraversava le vie della città provenendo dall’aeroporto. In Italia erano le 18:30.

Ricordo che il delitto Mannu fu consumato presumibilmente nelle prime ore della notte. Di certo dopo “Carosello”[1], che seguiva allora il telegiornale delle venti. Le vie del paese erano ‘deserte e silenziose’[2]. Un po’ per il freddo che già annunciava il tramonto incombente della stagione autunnale e un po’ perché, al programma nazionale della Rai-Tv, era in corso la trasmissione, in diretta, di un importante incontro di pugilato.

Nessuno se la sentì di ammettere che il botto l’aveva avvertito. La telecronaca concitata di quell’avvenimento sportivo e il chiasso che le faceva da contorno diedero una mano all’ignoto assassino. E furono anche un comodo alibi per chi, forse, qualcosa doveva averla percepita. Uno sparo, per giunta di notte, non è un colpo di tosse. In ogni caso, chi pure aveva udito si guardò bene dal farne cenno con Sa Giustiscia. E cioè con i Carabinieri.

Il corpo del brigadiere di P.S. in pensione Daniele Mannu fu trovato pancia a terra dal cognato, al quale si era rivolta la moglie, preoccupata perché il proprio uomo non era rientrato a casa all’ora consueta. Fatta la scoperta, costui corse trafelato a chiedere aiuto in un bar vicino, dove trovò, fra gli altri, il sindaco Casu, il segretario comunale Galleu e il brigadiere dei carabinieri Solero. Che, per l’appunto, seguivano alla televisione l’incontro di boxe.

I tre si recarono immediatamente sul posto, un frutteto sul quale ora sorge l’edificio che ospita la banca e la farmacia in via Brigata Sassari. Il maresciallo dispose il piantonamento del cadavere, in attesa di ordini superiori, ritenendo, a torto, che il Mannu fosse caduto vittima di un infarto o altro malore. Soltanto l’indomani, quando il pretore di Nulvi ordinò la rimozione della salma, ci si accorse che qualcuno gli aveva sparato proditoriamente alla schiena, determinando così la fuoriuscita dei pallettoni dal petto e la conseguente perdita di sangue, che la posizione del corpo non aveva consentito di scorgere prima.

Il resto fu routine. Procura della Repubblica, Medico legale, autopsia, Arma, rapporti, relazioni, interrogatori e prosecuzione delle indagini. Che si conclusero con un nulla di fatto. Un buco nell’acqua. Molte supposizioni; ma nessuna certezza. L’assassino non è stato mai scoperto. Come, d’altronde, era accaduto in tante altre occasioni.

Ultima notazione. Come Kennedy (si parva licet...), appena tre anni avanti, nell’Autunno del 1960 Daniele Mannu (classe 1908) aveva superato positivamente l’esame degli elettori. Che lo avevano promosso consigliere comunale di minoranza della lista “Sardegna con due spighe”, unitamente ad Adamo Denanni (classe 1915) e Paolino Urgias (classe 1924). Le elezioni erano state vinte dalla compagine democristiana capeggiata dal cav. Gerolamo Casu, poi eletto sindaco.



[1] Celebre e indimenticabile trasmissione di spot pubblicitari.

[2] Cfr. “Vecchio frak” di Domenico Modugno.

Ultimo aggiornamento Sabato 19 Settembre 2015 14:11
 

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