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Una storia d'amore? PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 25 Marzo 2015 13:01

di Caterina Brau

La  storia che vi racconterò l'ho sentita cento volte dai miei nonni e mio padre,  intorno al caminetto, nelle lunghe sere di inverno, quando ancora la televisione non c'era. Una storia, quella di Zineda Tedde Manca, che mi è rimasta nel cuore e nella memoria.

Sorella maggiore di bisnonno Quirico Tedde, Maria Zenobia, figlia di Giovanni Battista Francesco Tedde e di Caterina Manca de Biancu, nacque  il 3 luglio del 1832, due anni dopo il fratello Francesco. Il suo battesimo fu officiato dallo zio sacerdote Pietro Vincenzo Tedde (preideru Pitzente) il sette luglio.

I padrini furono i nobili Don Pietro Solinas (filius nobilis don Antonio et quondam Antonia Sanna1) e Donna Anna Solinas (filia quondam don Gavini et donna Clara Solinas) “omnes opidi de Bannari2” che, peraltro, la battezzarono per procura. Mi immagino che fu festa  grande come meritavano i blasonati, ancorché assenti, padrini.

La vita della famiglia Tedde-Manca fu segnata da numerosi lutti. Dei nove figli, che la coppia ebbe nel corso di 19 anni, quattro morirono ancora bambini: Quirica a tre anni, Quirico Antonio a nove, Leonardo Vincenzo a cinque anni e Leonarda Vincenza appena nata e una, Maria Caterina, a 23 anni.

Di Zineda non si è conservato nulla; neanche un ritratto, una foto, un documento.

Non so se sapesse leggere e scrivere, se fosse alta o bassa, se fosse bella e con gli occhi chiari come suo fratello Quirico.

Nei documenti della parrocchia la ritroviamo nel 1840, anno della sua cresima. Ci restano la data e il nome delle due madrine: Franzisca Marras filia Nicolai e Victoria Usai ab Otieri. I registri della chiesa  attestano che Zineda si sposò giovane, a 18 anni nel 1850, con un ragazzo di dieci anni più vecchio, Franziscu Canu. Franziscu era figlio di “quondam Petri et Hilaria Fois3”.

Tra la famiglia Tedde e la famiglia Canu pare non corresse buon sangue e probabilmente questo matrimonio  non fu molto gradito. I due ragazzi, comunque, si sposarono a maggio del 1850, senza grandi cerimonie, se si da peso al fatto che i due testimoni furono il sacrestano Georgio Moro e suo padre Joannis.

Coronarono un sogno d'amore? Forse si ma per pochi, pochissimi mesi.

Il 28  gennaio dell'anno successivo Franziscu muore, ucciso forse per errore, durante una battuta di caccia. Da chi non è dato sapere. Per Zineda fu una tragedia. Prostrata da un dolore immenso, si chiuse in casa e per un anno intero non volle lavarsi, né mai si cambiò d'abito. Una disperazione senza fine dovette invaderla, un dolore sconfinato.

Per un anno intero conservò quel poco che le era rimasto di Franziscu: l'impronta delle sue labbra sulla fronte, il calore delle sue mani, il profumo dell'ultimo abbraccio.

Forse.

Di lei non so altro salvo che morì a tarda età nel 1919. Travolta da una demenza senile, andava in giro per il paese chiedendo da mangiare perché, diceva, a casa le rifiutavano il cibo e lei aveva tanta, tanta fame.

Zineda ha vissuto una breve e intensa storia d'amore prima che su di lei calasse il silenzio?

Mi piace crederlo.

Mi piace pensare che chi legge la sua storia, per un attimo, si emozioni al pensiero di questa piccola donna che nessun altro segno, se non il ricordo che possiamo tributare al suo nome, ha lasciato della sua vita.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Marzo 2015 13:18
 

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