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Pecoroni romani temono pastori sardi PDF Stampa E-mail
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Lunedì 03 Gennaio 2011 19:01

di Paolo Pulina

Avevo scritto a fine agosto 2010, dopo le proteste del Movimento dei Pastori Sardi negli aeroporti dell'isola, dei versi di solidarietà, pubblicati su questo sito Domenica 15 Agosto 2010. Vorrei riproporli (cliccare qui), all'inizio del 2011, con l'aggiunta dei versi che seguono.

 

Ordine: fermàteli a ogni costo a Civitavecchia,

non disturbate la Città che placida sonnecchia!

Vero, noi pecoroni romani i pastori li amiamo;

ma per loro il lavoro che suggerire vogliamo

non è quello di produrre il pecorino romano

e di riuscire a venderlo a un prezzo "umano".

A noi andrebbe ben un bel pastore vivente

per abbellire i presepi della capitolina gente.

Certo è occupazione a tempo determinato:

che volete? È la logica ferrea del mercato!

Smontati i presepi, ogni pastore torni a casa,

ringrazi per la bella esperienza nuova evasa.

Di nuovo, nell'isola, dicono che non c'è giustizia?

Semplice, i pastori abbandonino la pastorizia.

Il pastore è sempre stato chiamato "errante";

la via che gli indichiamo è: diventi emigrante!

 

Ultimo aggiornamento Martedì 04 Gennaio 2011 13:21
 

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