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Le bandierine sventolano, ma la festa non c’é più PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Martedì 12 Febbraio 2008 04:38

Che ci stanno a fare tante bandierine multicolori che sventolano nel viale Marconi, in piazza Repubblica e nei giardini? A chi e a che servono quei triangolini di plastica dai colori sgargianti che, a festa passata, continuano insistenti a voler significare il contrario a chi arriva in paese? E cioè che la festa non è finita... Sennò che ci starebbero a fare? Il fatto è che la ricorrenza per cui il “gran pavese” fu issato era, niente di meno, quella del patrono: San Matteo. 21 Settembre! Si, il 21 Settembre dell’anno scorso.

Per antica consuetudine, i comitati organizzatori di feste e sagre si adoperano d’“infiorare” il paese con festoni. Salvo, poi, a dimenticarsi di rimuovere gli addobbi. Ecco perché questi resistono a lungo, legati a doppia mandata ai pali della luce, agli alberi, alle ringhiere dei balconi e chi più ne ha più ne metta.

Il vento e le intemperie, in passato, vi ponevano rimedio, facendo marcire le bandierine e le corde cui erano attaccate. Ci riferiamo ai tempi in cui i materiali utilizzati erano spago e carta velina. Quando, cioè, il tutto era prodotto in proprio dallo stesso comitato. Dopo qualche giorno (ma talvolta ancor prima della festa!) le raffiche di maestrale e un acquazzone salutare bastavano a farne disperdere le tracce. Ora non più. Gli addobbi sono fatti di plastica. E la plastica, si sa, teme soltanto il fuoco.

Ma non è pensabile confidare nelle fiamme per distruggere i festoni scaduti. Buon senso vorrebbe che vi ponessero mano le persone che, con solerzia lodevole, ne avevano curato la collocazione. Invece se ne dimenticano. O fanno finta. Eppure quelle stesse persone solitamente danno prova di bravura e tempestività a smontare il palco degli spettacoli; ma non gli passa manco per la testa di “ammainare” le bandierine. Che, malinconicamente, continuano a garrire al vento; insistendo a fare da cornice a una festa che non c’è. Che è bell’e passata. Da mesi.

Un rimedio ci sarebbe. Drastico, ma semplice. E a costo zero per Comune e comitati di turno. Basterebbe che il sindaco si preoccupasse (ma senza indugi!) di far modificare il regolamento apposito, disponendo che la collocazione di addobbi lungo le strade, in occasione di feste o sagre (religiose e no), venga autorizzata soltanto previa sottoscrizione dell’obbligo di smantellarli entro e non oltre un paio di giorni dalla conclusione delle manifestazioni in programma. E imponendo, a titolo di garanzia, un deposito cauzionale di mille euro. Da restituire a operazione conclusa. E da utilizzare per provvedere direttamente alla rimozione di ogni materiale nell’ipotesi d’inadempienza. Quando si tocca il portafoglio...

Crediamo che, al riguardo, l’iniziativa debba competere all’assessore Eugenio Brunu. Che è titolare della delega inerente ai rapporti con le associazioni. Fra le quali possiamo includere senz’altro i comitati delle feste. Brunu è giovane e pare volenteroso. Il dinamismo non sembra fargli fa difetto. Coraggio, dunque!

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Ottobre 2008 22:29
 

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