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Niente finanziamenti pubblici alle scuole private PDF Stampa E-mail
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Domenica 11 Gennaio 2009 17:16
di Mario Soddu

Sul tema proposto da Damiano Nieddu qualche giorno fa, ci è pervenuto dal Belgio un altro contributo, che pubblichiamo ugualmente volentieri. Premesso che sull’argomento interverremo successivamente, ci preme rappresentare a Mario Soddu che da noi funzionano scuole private gestite anche da istituzioni ed enti non cattolici.

Jemappes-Mons (Belgio), Domenica 11 Gennaio 2009.

Caro signor Damiano Nieddu,
non diamo alle scuole private i soldi dello Stato. Sarebbe meglio valorizzare ancora di più l'articolo 34 (della Costituzione n.d.r.) nei valori e diritti degli studenti della classe operaia.

Le scuole private risultano direttamente gestite da istituti di fede cattolica, alla quale si ispira la loro educazione. Non sarebbe meglio aumentare le pensioni? Altro che finanziare le scuole dei ricchi!

Tutto il settore pubblico di una nazione é pagato dalle casse sociali, riempite dalla classe operaia. Basta con la presa in giro dei banchieri, che fanno e continuano a fare quello che vogliono. Finanziare le scuole private é, per me, un abuso di potere.

I ricchi non vogliono mischiare il loro figli agli operai. È per questo che ci sono le scuole private. Da queste scuole escono professori con dei diplomi fantasma... La discriminazione nella società c'é, ma chi ne è la causa? Se si divide la società, non c'é unità in un popolo, anche se é civilizzato.

Non é antidemocratica, forse, la differenza di classe fra i ricchi e i poveri?
Nei paesi comunisti l'istruzione é uguale per tutti; e non è che non ci siano dei grandi cervelli, in tutti i settori. Esempio: i russi e i cinesi sono anche loro nello spazio, segno evidente che le scuole funzionano, e come!

La scuola italiana é molto costosa: troppi insegnanti nel territorio nazionale. Troppi insegnanti italiani all'estero, pagati quattro volte in più di quelli che insegnano in Italia. In fondo le scuole all'estero sono frequentate da qualche bambino della classe emigrante per un'ora di lezione la settimana; il mercoledì e il sabato i genitori preferiscono andare in gita con i figli.

Difatti, i bambini della terza e quarta generazione non capiscono e non parlano l'italiano. Ad eccezione dei figli degli ambasciatori e dei consoli e tutto il seguito del personale. Questi hanno dei veri corsi di italiano.
 
L'essere umano ha bisogno della lingua materna per comunicare; però non basta. Con la mondializzazione é indispensabile una lingua comune, una lingua per potere comunicare con altri popoli, vista la grande esplosione del commercio mondiale. L'inglese é la più diffusa, però parlare anche il russo e il cinese agli economisti facilita il lavoro.

Frequentare la scuola statale migliora, nell'insieme, le ‘performance’ degli alunni. I rapporti fra alunni più deboli, anche finanziariamente, con i figli dei ricchi fanno parte integrante dello sviluppo armonioso dei bambini in tutti gli orizzonti, sia sociali, culturali e intellettuali.

In quanto a qualche dittatore di turno in Europa, penso che se gli italiani non si svegliano l'avranno con Berlusconi, che mi fa venire in mente uno che c'é già stato in Italia.

Saluti cari al simpatico signor Nieddu e alla redazione.
Ultimo aggiornamento Domenica 11 Gennaio 2009 17:32
 

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