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Chiaramonti continua a morire... PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Martedì 02 Dicembre 2008 20:57

i dati pubblicati dall’Istat confermano il calo demografico

Lentamente, ma inesorabilmente, il paese continua a perdere colpi. Anche sotto il profilo demografico. I dati pubblicati dall'Istat Lunedì 1 Dicembre confermano la tendenza a un calo demografico che va consolidandosi. E che non riguarda Chiaramonti soltanto. Ma che, altrove, è compensato dall'arrivo di immigrati (extracomunitari e no). Da queste parti, essendo già grama l'esistenza per chi ci vive, figurarsi se può esserci attrattiva per chi viene da fuori!

Ma veniamo ai numeri.
Nella tabella allegata al bollettino Istat sui dati mensili della popolazione inerente al periodo Gennaio-Maggio 2008 si legge che Chiaramonti, dai 1805 abitanti registrati all'inizio dell'anno, è passato ai 1797 del 31 Maggio. In soli cinque mesi, il calo è stato di 8 unità ( 3M + 5F). Andando a ritroso nel tempo, il paese si è assestato sui numeri degli anni Trenta del 1800! Infatti, conti alla mano, dai registri della popolazione risulta che dai 1500 abitanti censiti nel 1821, il paese era passato a 2100 nel1834.

Se ci addentriamo nei particolari, vediamo che, nel periodo considerato (Gennaio-Maggio), a fronte di 3 soli nati (1M + 2F), i morti sono stati 10 (7M + 3F). Pertanto, il saldo naturale (nascite/decessi) è negativo e resta inchiodato a un significativo -7. Ma anche il saldo migratorio è negativo e attestato su -1. Nei primi cinque mesi dell'anno, risultano registrati all'anagrafe del paese 10 nuovi residenti (6M + 4F); ma se ne sono andati a vivere altrove in 11 (4M + 7F).

Se "stringiamo" sulla tabella con lo zoom, leggiamo che, nei cinque mesi di cui trattiamo, sono nati due maschietti in aprile e una bambina in Marzo. In Gennaio, Febbraio e Maggio la cicogna non ha sostato a Chiaramonti. Invece "Sora nostra morte corporale" (per dirla con San Francesco) ci ha fatto visita in tutti i mesi considerati. E s'è portata via 1 maschio a Gennaio, 2 maschi e 2 femmine a Febbraio, 1 maschio a Marzo, uno ad Aprile e, infine, altri 2 maschi e 1 femmina a Maggio.

Ma cosa accade intorno a noi?

Sempre riferendoci ai mesi citati, in campo nazionale la popolazione è passata da 59.619.290 a 59.798.153. Rispetto all'inizio dell'anno, a fine maggio eravamo 178.863 in più. Ma, attenzione! Nel complesso, in Italia il saldo naturale (nati/morti) è stato negativo: -25.951. È stato, al contrario, largamente positivo il saldo migratorio: +204.814. La somma algebrica dei due dati ci fornisce l'aumento della popolazione registrato in cifra assoluta.

In Sardegna, nei primi cinque mesi dell'anno, siamo aumentati di 2.321 unità, passando da 1.665.617 abitanti di Capodanno a 1.667.938 del 31 Maggio. Il saldo naturale (nascite/decessi) è negativo: -1.155; quello migratorio è + 3.476. Anche in questo caso, l'aumento della popolazione è da ascrivere al flusso di immigrati provenienti dall'estero (extracomunitari e altri cittadini dell'Unione Europea che hanno scelto di stabilirsi nell'Isola).

Analogo discorso può farsi per la provincia di Sassari, che ha registrato 334.656 abitanti all'inizio dell'anno e 335.831 a fine Maggio. I morti sono stati 266 in più rispetto ai nati; pertanto, il saldo naturale è pari a -266. Il saldo migratorio (differenza fra immigrazione ed emigrazione) è salito fino a + 1.441.

Che dire? Non è sconfortante? Le proiezioni Istat disegnano un panorama inquietante per il 2050. In Sardegna, fermo restando il trend attuale delle nascite, gli abitanti saranno all'incirca mezzo milione in meno rispetto a oggi. Gli altri, se verranno a colmare la voragine umana che ci si prospetta, saranno di "altra" civiltà. Altra cultura. Altro colore, probabilmente. Ma anche altra religione. Siamo preparati a una tale evenienza? Pensiamoci per tempo.

 La tabella pubblicata dall'ISTAT il 1. Dicembre 2008

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Dicembre 2008 12:37
 
Commenti (1)
natale alle porte
1 Mercoledì 03 Dicembre 2008 15:19
mario unali

che tristezza! Oggi ho visto le luminarie per Natale, molto spartane; non riusciranno ad addolcire le difficoltà espresse dalle famiglie e dalla mancanza di lavoro. Stiamo raschiando il barile e, con quel po' che ci viene, cercheremo di pagare l'impianto e... la bolletta!
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Stavamo meglio quando stavamo peggio. Ho tanta nostalgia (e non soltanto per ragioni anagrafiche) di quando le strade del mio paese erano malamente illuminate e le case pure. Ma i cuori erano caldi. Ora non c'è luminaria che valga a rischiarare di luce e a riscaldare un clima reso opaco dall'egoismo e dall'indifferenza che ci accomuna. In ogni caso, auguri! c.p.

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