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Sa festa de Santa Maria de Aidos PDF Stampa E-mail
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di Carlo Patatu

Oggi ricorre la festa di Santa Maria Bambina, alla quale è dedicata la chiesetta rurale più vicina all’abitato e poco si discosta dalla strada provinciale Chiaramonti-Erula. Come da antica tradizione, dei festeggiamenti, che hanno inizio con la novena a fine Agosto, si occupa un comitato di adolescenti, tutto al femminile.

Quand’ero bambino ed ero chierichetto, partecipavo sempre a quelle funzioni, percorrendo a piedi la carrareccia che, partendo da Codinas, conduceva a Su Sassu. Altalenando fra salite e discese, guadava i corsi d’acqua di Giunturas, Chirralza e Cannalza, giungeva a Erula. Non c’era ancora la strada provinciale, i cui lavori ebbero inizio nel 1948 e si conclusero all’incirca una ventina di anni più tardi.

Conclusa la funzione religiosa, amavamo intrattenerci a chiacchierare e giocare un po’ in quella zona amena, ricca di querceti ombrosi. La chiesetta, sottoposta nel tempo a lavori di restauro poco rispettosi dello stile costruttivo originario, appare di forma moderna, col tetto a capanna. Ma l’amico prof. Angelino Tedde ci ricorda che la stessa è gà citata nel testamento di donna Lucia Tedde Delitala datato 16 Febbraio 1755.

Nel giorno della festa, l’8 Settembre appunto, vi si celebrava la messa solenne, al termine della quale le ragazze del comitato invitavano parenti e amici in casa propria a un rinfresco a base di dolci fatti in casa, rosolio e caffè. Oggi su cumbìdu si svolge ugualmente dopo la messa, ma nello spiazzo attiguo alla chiesa ed è aperto a tutti. Ovviamente dolci e bevande non sono più caserecci, fatte salve circostanze eccezionali.

Diventato giovincello e smesse le vesti del chierichetto, ho continuato ugualmente a partecipare a quelle cerimonie religiose; ma lo scopo principale era un altro. Confidando nella benevolenza e nel perdono di Santa Maria Bambina, l’attenzione mia e dei miei coetanei era attratta soprattutto dalle donzellette che, a frotte lasciavano il paese per recarsi in campagna e assistere alla novena.

Erano, quelle, rare occasioni che ci consentivano di percorrere un breve tratto di strada chiacchierando e scherzando con le nostre amichette. Mai soli, naturalmente, sempre in gruppo. Ricordo con tanta nostalgia l’incrociarsi di sguardi appassionati che tradivano i primi moti del cuore, pronto a infiammarsi per produrre turbamenti e agitazioni che già anticipavano sentimenti ben più carichi di passione che poi ci avrebbero tenuti in ambasce, essendo noi ancora incapaci di poterli esternare, quei sentimenti, nei modi dovuti e col successo sperato.

Ogni anno, giunti a questo mese, non posso fare a meno di rivivere col pensiero quelle stagioni felici e lontane. Ai ragazzi di oggi tanta ingenuità, ne sono certo, produrrà qualche sorrisetto di compatimento. A tempo debito capiranno e mi daranno ragione.

Auguri al comitato di quest’anno.

Ultimo aggiornamento Sabato 09 Settembre 2023 13:01
 

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