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100 anni fa nasceva Bainzu Truddaju, poeta chiaramontese PDF Stampa E-mail
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Venerdì 20 Agosto 2021 19:45

La ricorrenza sarà celebrata Domenica sera con una manifestazione promossa dal Coro Femminile Doria, con la collaborazione de Su Coro de Zaramonte e del Gruppo Folk Santu Matheu – La relazione sarà svolta da Salvatore Patatu

di Carlo Patatu


Grazie all’iniziativa delle instancabili componenti del Coro Doria, Domenica 22 Agosto Chiaramonti ricorderà il primo centenario della nascita di Bainzu Truddaju, poeta contadino, cantore bucolico del proprio mondo agro-pastorale rimando in un sardo dolcissimo, piacevole da leggere e da ascoltare.

Queste pagine hanno dato (e continueranno a dare) ampio spazio ai suoi componimenti sia poetici sia in prosa, sempre letti e apprezzati da tanti lettori appassionati.

Ricordo che, nel Settembre 1973, apparve sulla Nuova Sardegna un articolo in terza pagina, nel quale si comunicava che:

“...nel salone del municipio di Ozieri ha avuto luogo, nel quadro del Cabidanni a Otieri, il IX Concorso di Poesia sarda in rima a tema obbligato, detto S'Ottava bella.

“Ai partecipanti erano concesse due ore di tempo per lo svolgimento del tema proposto. La giuria, composta dal presidente Agostino Pirastru e dai membri dott. Francesco Amadu, dott. Gavino Camboni, dott. Tullio Masala, Gavino Oggiano e Tonino Ledda segretario, ha assegnato il seguente tema: Su Poeta, intendendo con esso di riferirsi alla figura del poeta estemporaneo.

“Esaminate e vagliate le composizioni presentate, la giuria ha deliberato di assegnare i premi nel modo seguente: 1) premio, Medaglia d'oro e diploma, al poeta Gavino Truddaju di Chiaramonti; 2) premio, Medaglia d'argento e diploma al poeta Antonio Canu di Oliena; 3) premio ex aequo, Medaglia di bronzo e diploma, ai poeti Salvatore Bertulu di Ozieri e Giovanni Maria Canalis di Pattada.

“I poeti concorrenti erano una ventina, convenuti da vari centri dell'isola: Benetutti, Bono, Chiaramonti, Nuoro, Oliena, Oschiri, Pattada, Sassari e Tula. La consegna ufficiale dei premi avverrà prossimamente, nel corso della cerimonia di premiazione dei vincitori del XVI Premio Città di Ozieri.

“L’ottava del poeta chiaramontese Bainzu Truddaju, che ha vinto il primo premio:

“Cand'in sos palcos ti nde pesas reu

pro nodare in sa dea Poesia,

chircas cun sa lezera fantasia

immagines de santos e de Deu.

Sos pobulos t'iscultan cun recreu

e ti carignan cun mirada ia;

e cando pro cantare abberis laras,

paren cosas de Chelu sas chi naras”.

Essendo io, all'epoca, sindaco di Chiaramonti, inviai a tiu 'Ainzu una lettera di congratulazioni a nome della Comunità. Nella circostanza, ricevendo i suoi ringraziamenti espressimi a voce, mi permisi di declamare in sua presenza s'ottava bella vincitrice così come l'avevo appresa; e cioè dicendo "nadare in sa dea Poesia". Al che l'autore, cortesemente ma autorevolmente, mi corresse, invitandomi a dire "nodare in sa dea Poesia", termine a suo giudizio più appropriato e, se mi è permesso, per me più profondo.

I coristi "Sos Apostulos" confermavano la scelta operata a favore del verbo "nadare", sostenendo di averne avuto conferma dai familiari di tiu 'Ainzu. Il che era vero. La figlia Peppa, con la quale avevo parlato qualche giorno dopo, mi aveva ribadito come corretta la versione "nadare". Ma, dopo le mie argomentazioni al riguardo, qualche dubbio è venuto anche a lei. Pertanto si era ripromessa di approfondire la questione. Per quanto concerne queste pagine, nel pubblicare quell'ottava avevo scelto la versione "nodare", per le ragioni esposte. La conferma poi di mio fratello Tore, autorevole e bene argomentata, mi aveva confortato non poco al riguardo. E, se è vero che i morti continuano a vederci, sono certo che tiu 'Ainzu ne sarà felice.

Per delineare la figura del nostro poeta, ripubblico quanto Tore Patatu aveva scritto per l’opuscolo “Chiaramonti, un paese in collina”, da me curato nel 2005 per incarico dell’Associazione Pro Loco, di cui era presidente Alessandro Unali, attuale sindaco di Chiaramonti.

Ecco il testo:

“Bainzu Truddaju (Chiaramonti 1921-2001) è stato un monumento vivente della poesia sarda; un maestro indiscusso a Chiaramonti e un caposcuola in Sardegna. "In d-unu logu pedrosu e asprinu, chi possedit su Sassu 'e Zaramonte, so naschidu e zibadu...".

“Ha vissuto con grande intensità per tre cose, le più importanti della sua vita: la famiglia, il lavoro, la poesia. In questa ha cantato i lamenti, le sofferenze, i tormenti, ma anche le intime gioie e le tenere allegrie di almeno tre generazioni. Ha vissuto a lungo a Baldedu in campagna, in territorio di Chiaramonti, a stretto contatto con una natura aspra e selvaggia, bella, ma ingrata, che lo ha aiutato nelle sue attente osservazioni e nelle sue profonde meditazioni. Baldedu e Chiaramonti sono il centro nodale della sua opera poetica, il suo micromondo. E più egli si addentra nei reconditi meandri di questo micromondo, più fa vibrare le corde del sentimento, più in profondità fa cantare i melismi del cuore, esternando sentimenti e concetti che appartengono all'uomo e, come tali, sono universali.

“Non è stato solo poeta, ma anche prosatore e cantore improvvisatore, onorando i palchi di tutta l'Isola. Ha potuto pubblicare solo una piccola parte della sua immensa produzione poetica: Rosas e Ispinas de Baldedu, Melis Editore, Cagliari 1992.

“Di questo libro G. Paulis ha detto: "Opere come questa offrono l'occasione per un approccio serio e profícuo alla conoscenza dell'anima sarda in tutti i suoi aspetti... espressione e ricchezza di un popolo e quindi dell'intera umanità."

Tiu 'Ainzu si è certamente collocato nelle alte vette della poesia lirica, scrivendoci accanto il nome del nostro Paese: Tzaramonte, sa 'idda de 'Ainzu Truddaju".

 

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Agosto 2021 08:58
 

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