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Serata magica con “Cantigos de luna” PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Mercoledì 16 Luglio 2008 22:13

Metti una notte stellata, i carruggi del centro storico, un coro di voci che diffondono canti melanconici e il gioco è fatto. La magia del canto si diffonde per vicoli e stradette e, filtrando attraverso persiane socchiuse, penetra nelle case a deliziare chi abita da quelle parti. Come ai tempi de sas serenadas, il cui ricordo si è ormai sbiadito nel tempo. Questo, in sintesi, ha prodotto la bella manifestazione che la Pro Loco ha messo in calendario sabato scorso. Cantigos de luna, appunto.


In forma itinerante per le vie della zona vecchia, galeotti i cori locali (quello femminile e de Sos Apostulos) diretti dal maestro Salvatore Moraccini. Ospiti d’eccezione i coristi de Su Condaghe di Bonarcado, agli ordini del maestro Costantino Mirai. Hanno eseguito canti dei rispettivi repertori, seguiti da spettatori attenti e appassionati. Che hanno molto apprezzato quelle esecuzioni; ma soprattutto hanno mostrato di gradire la formula ideata dal presidente della Pro Loco Sandro Unali e dai suoi collaboratori.

L’appuntamento è stato fissato in piazza per le 21,30. Quindi partenza per S’arcu di via Colombo, a ridosso della chiesa parrocchiale, dov’era fissata la prima “stazione”. Ciascun coro ha eseguito un pezzo. Dopo di che, gli stessi coristi, che avevano portato al seguito un automezzo ben fornito di generi di conforto, hanno offerto da bere e da mangiare. Senza esagerare, però. Per mantenersi leggeri; la strada da percorrere era ancora lunga.

Seconda tappa a Sa Rocchitta, alla confluenza delle vie Asproni e San Luigi. Una sorta di terrazza naturale che si affaccia sulla vallata di Giaga che si allarga verso Spurulò. Con vista panoramica su Cunventu, Osilo e Nulvi. Le cui luci occhieggiavano in lontananza. Qui la prima sorpresa: terminati i canti, sono stati proprio gli abitanti di quel rione (Carruzu Longu e dintorni) a provvedere al rinfresco, offrendo dolci e bibite sia ai coristi che al pubblico al seguito.

Terza tappa a Santu Luisi, nello spiazzo attiguo a quella che fu l’abitazione di tiu Beniaminu Unale. Proprio a ridosso dei ruderi del castello dei Doria, illuminato a giorno da un gioco di luci che ne esaltano le belle linee architettoniche e mettono in evidenza quel che resta della robusta torre squadrata. Qui la veduta panoramica si allarga come per incanto; la vallata sottostante è una sorta di mare scuro sul quale galleggiano le luci di Nulvi e di Osilo; ma anche quelle di taluni casolari, qua e là.

Percorrendo la via Al Castello e il vecchio slargo de S’ulumu (ora piazza Indipendenza), cantori e pubblico hanno raggiunto la via Mazzini; e quindi S’arcu di via Redipuglia. Vi si accede per una gradinata che, nella circostanza, ha funto da tribuna per gli spettatori. Altri cori, rigorosamente in sardo, e nuove emozioni. Amplificate da un’acustica felice offerta da quel sito straordinario. Insomma, una suggestione difficile da descrivere. Provare per credere.

Conclusione festosa in piazza Repubblica, già S’istradone. Qui alle esibizioni canore hanno fatto degna cornice i danzatori del gruppo folk Santu Mateu de Tzaramonte. Vestendo lo sgargiante costume locale, essi hanno inanellato danze frenetiche, coinvolgendo il pubblico. Sono stati in tanti a vincere la comprensibile ritrosia iniziale e a scendere “in pista” per unirsi ai danzatori al ritmo de su passu torradu.

In definitiva, un’altra bella manifestazione targata Pro Loco. Che ha individuato una formula nuova e intelligente per mettere in risalto il fascino del nostro centro storico. A lughe ‘e luna.

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Luglio 2008 16:17
 

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