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Chi era Giorgio Falchi? – parte III PDF Stampa E-mail
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Domenica 04 Settembre 2016 16:06

Un cronista d’eccezione che racconta fatti e fattarelli accaduti a Chiaramonti, e non solo, negli anni a cavallo fra l’800 e il ‘900

di Carlo Patatu

A questo riguardo, il canonico ploaghese e senatore del Regno Giovanni Spano, eminente studioso cui si deve la traduzione in lingua italiana dell’Itinerario del Lamarmora, non aveva mancato di annotare che “Chiaramonti è stato sempre ager sanguinis[1]. Ora però si è moralizzato e dato al lavoro".

"È la patria del celebre poeta e improvvisatore Francesco Canu (...). Ma è più celebre per esser culla del Teologo Salvatore  , rettore della mia patria Ploaghe, il decano dei Parrochi della diocesi, ed autore di molte opere catechistiche, istruttive, oratorie e poetiche in lingua sarda vernacola.[2] Nel villaggio vi era un Convento dei frati Carmelitani fondato nell’anno 1587, ora soppresso. Fu eretto a spese del Comune, obbligandosi di provvedere la chiesa di paramentali, ed il grano per il sostentamento dei frati. Ma pochi anni appresso lo volevano abbandonare, adducendo che i frati vi morivano di fame, y no est lloch che puyan habitar religiosos por la molta fam y necessitat que patexen. Ma vi furono obbligati con sentenza, come risulta dagli atti e Procura riportati in un volume della Cancelleria di Cagliari al F. 35 dell’anno 1594”[3].

“Curiosa figura di sacerdote-erudito”, così lo ha definito Manlio Brigaglia[4], il “Rettore Cossu” era coevo del Falchi, essendo nato a Chiaramonti nel 1799. Nominato parroco di Ploaghe, trascorse in quel paese il resto della propria esistenza, dedicandosi, oltre che alla cura delle anime, a coltivare gli studi di teologia e la passione per la poesia in lingua sarda. Amico dello Spano e del compaesano Bainzu Cossiga, conosciuto come su poeta christianu, curò la pubblicazione e la divulgazione di molti componimenti poetici in limba[5]. Si devono a lui numerosi epitaffi che, composti in un logudorese dolce e licchittu[6], si leggono nelle tombe del cimitero monumentale di Ploaghe. Qui il Cossu fu sepolto nel 1868[7].

Dell’antico convento citato dallo Spano resta in piedi soltanto la bella chiesa, restaurata di recente. L’edificio che ospitava i frati, pur imponente e di buona fattura, fu demolito inopinatamente dall’amministrazione comunale verso la fine degli anni Sessanta del Novecento, per fare posto a un’area squallida antistante il campo sportivo e riservata al parcheggio di autovetture. Un provvedimento, quello, non sufficientemente meditato, adottato con leggerezza e attuato nell’indifferenza generale dei chiaramontesi. Che non mossero un dito per salvare una testimonianza significativa della loro storia. Nella stessa chiesa, per iniziativa di Giorgio Falchi e col contributo finanziario dei suoi fratelli, nel 1903 fu realizzata una cappella dedicata a San Cristoforo, la prima sul lato sinistro per chi entra. Ideata per “perpetuare la cara memoria del nostro amato genitore”[8], sottolineava lo stesso Falchi, la cappella fu impreziosita da un quadro di grandi dimensioni; vi è rappresentato il santo mentre attraversa il fiume e traghetta sulle proprie spalle il Bambino Gesù con in mano il globo. Il dipinto è opera del pittore di Porto Torres Mario Paglietti, che lo stesso Falchi ebbe modo di citare diffusamente nei suoi scritti.

III - continua

Cfr. CARLO PATATU, Chiaramonti – Le cronache di Giorgio Falchi, Un cronista d’eccezione. Giorgio Falchi, ed. Studium, adp, Sassari 2004, pagg. 59-83.

 


[1] Alla lettera: campo insanguinato, campo di battaglia.

[2] Nato a Chiaramonti il 24 Novembre 1799, morì il 21 Settembre 1868 e fu sepolto a Ploaghe nel cimitero monumentale.

[3] Cfr. ALBERTO DELLA MARMORA, Itinerario dell’Isola di Sardegna, tradotto e compendiato dal can. Spano, volume II, Cagliari 1868, nota n. 2 a pag. 671.

[4] Cfr. BAINZU COSSIGA, Su Poeta Cristianu, a cura di Manlio Brigaglia, Sassari, Ed. Gallizzi 1984, p. VIII

[5] Cfr. Su Poeta Christianu, o siat Sa Doctrinetta in Sonettos Logudoresos cun algunas cantoneddas sacras, Tataris, Tipografia de Gavinu Bertolinis, 1863.

[6] Squisito, gradevole.

[7] Cfr. Infra: 1868 – Morte del rettore Salvatore Cossu de Zaramonte.

[8] V. infra: 1903 – Quadro di San Cristoforo.

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Settembre 2016 18:06
 

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