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Mercoledì 31 Agosto 2016 17:02

di Carlo Patatu

Giovanni Tedde, Giuanneddu per familiari e amici, se n’è andato ieri a 92 anni. Lucido fino all’ultim’ora, circondato dall’affetto di Giuseppe e dei familiari, assistito egregiamente bene da due badanti accorti e premurosi.

Agricoltore e allevatore competente e appassionato, Giuanneddu era un personaggio, in paese. Di carattere gioviale, amava scherzare un po’ su tutti e su tutto. Dotato di una memoria eccezionale, ricordava fatti e fatterelli, accaduti a Chiaramonti e dintorni, ai quali aveva avuto occasione di assistere o dei quali aveva sentito raccontare dai propri familiari.

Io gli devo molto, come testimone di uno spaccato della micro storia del nostro paese. Nonostante la differenza di età (12 anni), mi consideravo suo amico e gli davo del tu. Ho avuto occasioni frequenti di chiacchierare con lui, che mi dispensava nomi e cognomi, istivinzos e quant’altro la sua memoria da Pico della Mirandola gli consentiva di raccontare. Soprattutto standosene seduto in macchina a s’Istradone. I suoi punti di osservazione e richiamo erano principalmente due: in piazza Repubblica dinanzi all’edicola; oppure di fianco alla casa ex Tolis, sul finire della via San Matteo.

Lì confluivano gli amici per scambiare qualche chiacchiera e raccontarsi i fatti del giorno. Ma anche quelli del passato. Lì mi sono fermato anch’io più volte ad ascoltarlo. Pareva sempre un fiume in piena. Fatti, persone, date luoghi gli tornavano alla mente senza esitazione alcuna. E se talvolta accadeva di doverci tornare, su quei fatti e su quei personaggi, le cose non cambiavano di un millesimo. A riprova della sua memoria di ferro.

Ha vissuto a lungo, ma la vecchiaia non ha scalfito la sua antica e proverbiale propensione a scherzare, a sorridere un po’ di tutto e su tutti. Ho avuto modo pure di visitarlo a casa, nel corso di questo suo ultimo anno di vita. La sua attenzione era sempre vigile; il suo atteggiamento nei confronti dell’ospite sempre improntato all’accoglienza: “Offri il caffè a Carlo; e pure i biscotti.”, si premurava di raccomandare al badante, dopo avermi fatto accomodare. In occasione dell’ultima visita, al momento del congedo mi disse: “Sa visita tua est’istada comente una meighina chi m’hada torradu a vida”.

Aveva un carattere tutt’altro che facile, com’è naturale nelle persone dotate di una personalità marcata e ben definita. Ma, quando se ne presentava l’occasione, sapeva giungere quasi sempre a conclusioni accettabili e dignitose. Talvolta, tuttavia, s’impuntava e non muoveva un passo dalla posizione assunta. A torto o a ragione. Era fatto così.

Conosceva una marea di gente. Ha avuto modo di frequentare personaggi di alto bordo e professionisti di grido un po’ in tutti i campi. Del che andava orgoglioso e non perdeva occasione per menare vanto. La sua casa era aperta e ospitale.

Mi piace ricordare che fu pure consigliere comunale negli anni 1964-1970, quand’era sindaco il cav. Gerolamo Casu. Giovanni Tedde, candidatosi nella lista avversaria, sedette all’opposizione insieme a Lucio Cossu e Nino Maccioco. Ovviamente fu pure parte attiva nelle associazioni locali di categoria come Sa Soziedade de su bestiamine e il Gruppo Pastori, di cui fu presidente.

Quand’ero Sindaco, mi dispensava informazioni e consigli che, per quanto atteneva al comparto agro-pastorale, mi tornarono utili nel tentativo di comprendere le problematiche e gli umori di quel settore che non mi era proprio familiare.

Insomma, con Giovanni se n’è andato un altro amico e, con lui, un pezzo importante della memoria storica del mio paese. Com’era naturale che avvenisse, prima o poi.

A me resta il rimpianto di non avervi attinto, a quella memoria, con maggiore impegno e in modo più approfondito. Peccato. Ma è inutile ragionare col senno del poi.

A Giuseppe, a Giovanna e ai rispettivi familiari la mia partecipazione affettuosa al loro lutto e le mie sentite condoglianze.

 

 

Ultimo aggiornamento Sabato 26 Giugno 2021 16:00
 
Commenti (1)
Sentite condoglianze
1 Mercoledì 31 Agosto 2016 19:32
mario unali

Era praticamente impossibile non essergli amico. Ci mancherà una figura di spicco, simpatico e burbero quando era necessario per liberarsi di qualche impiccione; non le mandava certo a dire da nessuno.


A tutti i familiari, a Giuseppe in particolare, ci stringiamo forte con affetto nel ricordo di zio Giovanni.


Mario e Pierina

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