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Ditzionàriu de sa limba e de sa cultura sarda de Mario Puddu PDF Stampa E-mail
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Martedì 29 Settembre 2015 16:15

Presentazione ufficiale a Illorai della seconda edizione con traduzioni in francese, inglese, spagnolo, italiano e tedesco

di Cristoforo Puddu

 

Non è certamente esagerato definire la seconda edizione del Ditzionàriu de sa limba e de sa cultura sarda di Mario Puddu, edito da Condaghes, una monumentale ed unica “balente” opera.

Il DitzLcs, aggiornato ed attualizzato in ulteriori quindici anni di studi e ricerche, fissa un certo ed importante punto d’arrivo nella funzionale e ricca strutturazione di un vocabolario della limba sarda. Obbiettivo: favorire quel lento e naturale processo di “manizu” e diffusione collettiva della parlata, segno caratterizzante e consolidante dell’identità di un popolo, e promuovere anche all’esterno dell’Isola, attraverso le traduzioni in francese, inglese, spagnolo, italiano e tedesco di un significativo numero di lemmi, un idioma sorprendentemente ricco sia nel profilo specificatamente linguistico che culturale e letterario.

Alla pubblicazione del DitzLcs edito in prima edizione nel 2000, un vero successo del volume e del sito internet (Ditzionàriu Online – www.ditzionariu.org) che ha collezionato oltre 10.400.000 di visitadores per la consultazione delle singole parole in limba, si è aggiunto ora un consistente integro di nuovi lemmi: raggiunti oltre i 111.000!

Ma è complessivamente l’intera opera ad essere cresciuta nei sinonimi e contrari, nei modi di dire e fraseologia (vi compaiono citazioni esplicative di oltre 640 autori tra scrittori e poeti), nell’ampio campionario di proverbi e nei 1.470 cognomi, nella nomenclatura scientifica coltivata dal Prof. Luciano Melis e nella rilevante parte grammaticale con 66 verbi coniugati, prevalentemente nella variante di mesania; variante usata per spiegare il significato dei lemmi.

Le opere consultate dal Puddu durante la stesura del vocabolario, di cui risulta documentata scheda bibliografica, sono state 634. E ancora una rinnovata iconografia, con figure e disegni originali del Prof. Giuannedhu Sedha e Alina Sabattini e le traduzioni al francese della Prof.ssa Giuseppina Pistis e Prof.ssa Pinella Lenzu, all’inglese di Prof. Giuseppe Scano, al tedesco da Prof.ssa Anna Paola Matta e Prof. Marcello Frongia e per lo spagnolo dalla Dott.ssa Sonia Emanuela Campus. Con il lavoro di Mario Puddu, atteso e capace di destare interesse non solo tra studiosi e cultori de su limbazu sardu, risulta realizzato un vero compendio della limba e de sa cultura sarda.

Mario Puddu, nato a Illorai e residente a San Giovanni Suergiu, “sardo-parlante” del logudorese e campidanese (è riconosciuto profondo conoscitore delle varianti del sardo collegate alle stesse) ha maturato indiscusse competenze e pubblicato, oltre le due edizioni del DitzLcs, Istòria de limba sarda (Domus de Janas, Selargius, 2000); Totu su sardu (Condaghes, Cagliari, 2001) e la Grammàtica de sa limba sarda (Condaghes, Cagliari, 2008). Nel corso degli anni ha tenuto numerosi corsi di formazione di e in lingua sarda per docenti, funzionari e studenti a Carbonia, Domusnovas, Teulada, Giba, Sant’Antioco, Pabillonis, Serrenti, Mandas, Siliqua, Villacidro, Iglesias, Illorai e tenuto il laboratorio di e in lingua sarda nei Master di II livello della Facoltà di Lingue dell’Università di Cagliari (anni accademici 2003/2004, 2004/2005, 2005/2006, 2006/2007) con successivi laboratori di lingua sarda nei corsi di laurea fino all’anno 2012/2013. Ha pubblicato anche due testi letterari in sardo: Alivertu, romanzo autobiografico in sardo logudorese, e Pro chi libbera torres e sias!, silloge di liriche sociali ed identitarie.

La presentazione ufficiale del DitzLcs si terrà a Illorai, in occasione della festa patronale in onore di San Gavino martire e presso la sala parrocchiale di Santa Rughe, nel pomeriggio del 24 ottobre 2015. Durante l’evento culturale l’autore donerà una copia del vocabolario ai trentatre alunni delle scuole elementari locali e si esibirà il coro femminile Melàbrina, diretto da Barbara Cossu, che nell’occasione allieterà la manifestazione con canti della tradizione corale sarda ed eseguirà in anteprima Ti amo, noto testo poetico dello stesso vocabolarista illoraese. Ad Illorai, da alcuni anni, opera anche il promettente e numeroso coro maschile Santu Juanne, composto da elementi di grandi potenzialità e qualità vocali.

*Accenniamo brevemente alla storia dei dizionari, il cui primato italico spetta alla pubblicazione del Vocabolario degli Accademici della Crusca. L’opera di carattere classico, che impegnò trentacinque “accademici” dell’istituzione culturale nata a Firenze nel 1583, fu ultimata nel 1610 e stampata a Venezia, allora centro di prestigio per l’arte tipografica europea, nel 1612. L’anno precedente, per opera di Sebastiàn de Covarrubias, aveva visto la stampa il Tesoro della lingua spagnola. La tradizione lessicografica ha comunque origini antichissime. Il tutto è documentato da quindicimila tavolette d’argilla, con impressi dei caratteri cuneiformi, scoperte da archeologi italiani nella città siriana di Ebla, agli inizi degli anni ’60 del secolo scorso.

Altri glossari dell’antichità sono quelli sumero-accadico e i frammenti di un vocabolario bilingue, risalente al secondo millennio a.C., che traduceva termini egiziani in accadico. L’attenzione verso i vocabolari monolingue inizio ad affermarsi nel primo millennio a.C. e in seguito si sviluppò in Egitto, India, Cina, Grecia e a Roma. Ma è soprattutto tra il ‘700 e ‘800 che, nella nostra penisola, “proliferano” una incredibile quantità di vocabolari (italiano, napoletano, toscano, siciliano, milanese, veneziano, piemontese, genovese). Pubblicato nel 1851(Karalis, Imprenta Nationale, MDCCCLI) è anche il prezioso e noto Vocabolariu Sardu-Italianu et Italianu-Sardu del canonico ploaghese Giovanni Spano. Attualmente è da riconoscere una sistematica affermazione primaria dei dizionari telematici.

Ultimo aggiornamento Martedì 29 Settembre 2015 16:58
 

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