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Spari nella notte e di giorno, ma... in anni diversi PDF Stampa E-mail
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Sabato 19 Settembre 2015 11:46

di Salvatore Patatu

 

Caro Carlo,

è proprio vero che gli errori aiutano a maturare. Un errore di data nell'articolo “Uno sparo nella notte”, ti ha offerto la possibilità di scrivere un ottimo articolo che ho letto con vero piacere (v. Spari di notte e... di giorno).

Dove sta l'errore?

Tiu Daniele fu ucciso il 22 novembre, come recita l'articolo, ma non del 1963, bensi del 1962. Per cui, non è la stessa data dell'uccisione del presidente Kennedy.

Io non sono un ricercatore, anzi, sono completamente negato per questo lavoro, e non ho alcun documento che possa attestare quanto dico, ma ho la memoria lunga, che, al contrario di quella corta, funziona ancora molto bene. La memoria lunga è quella che ti consente di ricordare fatti accaduti tanti anni fa e di collegarli l’uno con l’altro, agevolandoti anche la collocazione cronologica.

Il 14 novembre del 1962, io partii per fare il servizio militare, diretto alla Scuola Allievi Sottufficiali di Spoleto. Una decina di giorni più tardi, mi arrivò il primo servizio curato dai miei due corrispondenti del luogo: Vanni e Ciondolo, i quali mi comunicarono l’assassinio del nostro illustre paesano, descrivendomi tutti i dettagli, allegando anche l'articolo della Nuova Sardegna.

La notizia mi colpì molto, perché con tiu Daniele mi intrattenevo spesso nelle
panchine dei giardini pubblici, per discutere di cose molto interessanti. In varie occasioni avevo colto l'acume penetrante, l'intelligenza viva e pronta e la molteplicità di interessi coltivati da quest’uomo geniale, nonché la sua notevole esperienza, acquisita durante il servizio di sottufficiale di P.S. e di cui aveva parlato anche la stampa nazionale.

Quando fu ucciso Kennedy, invece, ero di stanza al 1° Reggimento Granatieri di Sardegna a Roma, esattamente un anno dopo.

Se può interessare, l’otto giugno dello stesso anno, morì Papa Giovanni. In quella occasione, richiesero 100 granatieri per fargli la veglia funebre ed io, insieme a un collega napoletano, ci nascondemmo perché avevamo un appuntamento con due servette. Mi son pentito migliaia di volte per questo gesto giustamente condannabile.

Gli omicidi di tiu Daniele e del presidente Kennedy, da me vissuti con indicibile intensità e partecipazione (spirituale, badate bene, non materiale, per carità), rimangono indelebilmente stampati nella mia mente, in modo più chiaro e netto di qualsiasi documento arido e freddo, depositato in qualche polverosa scartoffia.

 

---

 

Ha ragione Tore. L’omicidio Mannu è datato 1962.

Ho commesso l'errore di lasciarmi coinvolgere nella rivisitazione di quella vicenda, con una digressione sulla presunta coincidenza fra i due fatti di sangue citati, senza effettuare i doverosi e accurati riscontri. Come ogni giornalista che si rispetti è tenuto a fare.

Del che faccio pubblica ammenda.

Anch'io, andando a ritroso con i ricordi, ora rammento che nell'anno scolastico 1962/63 insegnavo come supplente annuale nella scuola elementare di Tettile (all'epoca quella borgata rurale faceva parte del Comune di Chiaramonti). E ricordo pure che, intorno alle sette e trenta del mattino del 23 Novembre, prima di mettermi in viaggio per raggiungere la scuola, andai anch'io a curiosare a s'Istradone. Ebbi modo così di vedere il cadavere del povero tiu Daniele, piantonato dai Carabinieri in attesa del provvedimento del pretore di Nulvi per la rimozione. Ancora nessuno si era accorto che gli avevano sparato, convinti che il poveretto fosse morto vittima di una crisi cardiaca.

Altra precisazione: a comandare la stazione Carabinieri era, all’epoca, il brigadiere Solero e non il maresciallo Giuntini. Che, invece, giunse in paese qualche anno dopo

Restano in piedi le coincidenze relativamente al giorno e al mese; ma nel 1962 per il Mannu e il 1963 per Kennedy. Entrambi eletti alle rispettive cariche nell’Autunno 1960. (c.p.)


 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 20 Settembre 2015 09:07
 
Commenti (1)
Non vero, ma...verissimo !
1 Sabato 19 Settembre 2015 22:35
claudio c.

Non vero, ma verissimo! Difatti, era il 1962 e non il 1963.


Chi bazzica tra... scartoffie, può incorrere in errore più di chi si affida alla memoria. Lunga o corta che sia.


Non avendo vissuto, fisicamente, quel periodo in paese per riportare alla memoria cronache del passato, mi affido a disordinate e polverose... scartoffie, che gentilmente mi vengono messe a disposizione.


Di mio aggiungo una piccola nota all'articolo: Giovanni XXIII, morì il 3 giugno 1963 e non l'8 giugno. Non per confermare la data, ma per arricchimento delle conoscenze di fatti e cronache del passato, riporto -papale papale è il caso di dire- quanto trascrissero in parrocchia:


“…le campane di Chiaramonti suonarono con dolorosa effusione nella triste sera del 3 giugno, non appena la Radio diede alle 20 l'annuncio. Fu officiata una Messa da Requiem cantata con la partecipazione delle Autorità, della Scolaresca e del popolo, fu prova di grande amore e di imperitura riconoscenza per questo umile Giovanni, divenuto grande Papa agli occhi di Dio e degli uomini, credenti e non credenti”.

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