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Sabato 18 Ottobre 2014 16:49

Gli emigrati dall’Isola sono i nuovi burdos della Regione Sardegna. Interpellanza sardista a favore dei circoli isolani nel mondo

di Cristoforo Puddu

 

Uno slogan politico in auge negli anni ‘70 e ‘80, con chiaro riferimento alla condizione coloniale dell’Isola, recitava così: “Sardi o Bastardi!”.

Ebbene, a giudicare dalle continue e frequenti “disattenzioni” registrate dae sos sardos de fora, sarebbero proprio gli emigrati sardi ad essere i nuovi burdos della Regione Autonoma.

Burdos e specie “invisa” alla classe politica regionale di nuovo corso, nonostante il volontario impegno verso la Sardegna che ha caratterizzato e caratterizza il lavoro dei 70 circoli FASI, attivi nella penisola italiana, e i numerosi sodalizi che orgogliosamente sventolano la bandiera dei quatto mori nei cinque continenti.

La prospettiva, se la Giunta regionale attuerà gli annunciati tagli del 55% sul piano annuale di interventi in favore dei sardi emigrati, sarà un radicale ridimensionamento operativo dei circoli, già gravati da mancati saldi per spese anticipate per promuovere l’economia e la cultura della Sardegna.

È forse in corso un’operazione per smantellare la rete dell’emigrazione organizzata? Una rete che ha prodotto concretamente la diffusa commercializzazione dei prodotti sardi, incrementato il turismo (nell’anno corrente il centro servizi bigliettazione collegato alla FASI ha favorito l’arrivo in Sardegna di ben trentamila persone) e promosso competentemente la cultura e l’identità sarda in Italia e nel mondo.

Poche le voci politiche solidali con il mondo dell’emigrazione e dei circoli sardi.

Registriamo e segnaliamo comunque la meritoria interpellanza (n. 69/A) del capogruppo sardista in Consiglio regionale Cristian Solinas.

Il consigliere Psd’az ha depositato un’interpellanza, rivolta al Presidente della Regione e all’Assessore regionale del lavoro “...sulla grave situazione dei circoli sardi nel mondo e sul progressivo smantellamento delle politiche per favorire il concorso dei sardi non residenti e la funzione democratica e culturale dell’associazionismo sardo fuori dall’Isola, valorizzando le competenze professionali, le esperienze umane e il possibile contributo di iniziative imprenditoriali finalizzate allo sviluppo della Sardegna”.

Dalla Giunta regionale si attende una chiara risposta su quale sia la reale e perseguita politica sull’emigrazione e gli intendimenti in ordine al piano triennale 2014/2016.

Ultimo aggiornamento Sabato 18 Ottobre 2014 16:58
 

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