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Che scocciatura pagare l’IMU! PDF Stampa E-mail
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Domenica 16 Giugno 2013 00:56

di Carlo Patatu

È tempo di Imu. Siamo in attesa che a Roma si decidano a dire se pagheremo anche per l’abitazione principale. Nel frattempo, dovremo provvedere per le cosiddette seconde case. Chi ne possiede ha tempo fino a domani (Lunedì 17 Giugno).

Ancorché vigente in quasi tutti i Paesi del mondo occidentale, l’Imu è una tassa odiosa. Non ci piace. Ma un vantaggio lo ha: l’intero importo va nelle casse dei Comuni. Per i quali rappresenta una risorsa importante. Sempre che gli amministratori ne facciano buon uso.

Ebbene, alla scarsa simpatia che questa imposta suscita, si sommano l’angoscia e la rabbia che ci assalgono quando dobbiamo arrabattarci ad accertare l’aliquota applicata dal nostro Comune, calcolare l’importo da versare, compilare il modello F24 e presentarlo a uno sportello bancario.

Avendo dimestichezza con i servizi telematici di enti pubblici, banche, agenzie e via dicendo, la mia angoscia di riduce. Anzi è quasi nulla. Resta però la rabbia derivante dal dover pagare qualcosa che non mi si restituisce in servizi municipali che mostrino un livello almeno di decenza.

Penso sovente a mia madre. A cosa farebbe lei, in questo frangente. Ma penso anche alle persone semplici com’era lei. E che, in un piccolo centro come il nostro, sono in maggioranza. È elementare, si dice a Palazzo, basta aprire il sito web del Comune e seguirne le istruzioni. È tutto molto facile. Lo è per me; ma non lo sarebbe per mia madre. Di ciò sono certo.

E allora?

Beh!, allora, se ancora fosse in vita, mamma Ciccia ricorrerebbe al mio aiuto. O pagherebbe un consulente. E qui al danno si aggiungerebbe la beffa. Lo Stato e il Comune t’impongono un balzello e tu devi romperti il capo a calcolarne l’importo! Col rischio di sbagliare e pagare poi l’errore con un conto anche salato. Roba da matti.

Tempo fa ho letto sull’Espresso l’intervento di un giovane docente italiano che insegna in una università degli Usa. Già il titolo la dice lunga: “Ora vi spiego come pago l’Imu in 30 secondi!”.

Premesso che l’Imu negli States è molto più cara che da noi, sottolinea il professore, il cittadino vi provvede senza fiatare. Il Comune, però, gli restituisce l’imposta con servizi di prim’ordine nei settori della viabilità, decoro urbano, scuole, parchi e giardini, trasporti e così via. Il contribuente paga; ma chi incassa mostra riconoscenza e rispetto. Da noi, invece...

Bene, avvicinandosi la data di scadenza del pagamento, prosegue il professore, ciascun proprietario di casa riceve una lettera dal Comune, dal tono cortese, accompagnata da una busta affrancata e con tanto d’indirizzo per la risposta. In quella lettera, più o meno, si legge:

Egregio signore, le comunichiamo che, per l’anno in corso, l’importo della tassa che lei dovrà versare è stato calcolato in dollari [...]. Se lei concorda con la valutazione fatta dai nostri uffici, firmi il modulo allegato e ce lo restituisca con la somma richiesta. Se invece non sarà d’accordo, potrà presentare ricorso ed esporre le sue ragioni”.

Poiché il nostro professore concorda con la valutazione fatta dall’ufficio, sapete che fa? Mette una firmetta sotto il modulo, stacca un assegno pari all’importo richiesto, chiude il tutto nella busta preaffrancata e la imbuca. Tutto qui? Tutto qui. Trenta secondi... forse meno.

Perché negli States si fa così e da noi no? Perché qui prevale l’arroganza dei burocrati del famigerato Ucas (Ufficio complicazione affari semplici).

Pare ovvio che ciascuno di noi debba fare ciò che la legge dice; ma può fare anche quel che la legge non vieta. E allora, cosa impedirebbe a un Comune (al mio Comune, per esempio) di adottare il metodo americano? Per quest’anno, ormai è andata. Ma, lavorandoci fin da subito, nell’anno che verrà si potrebbe regalare ai contribuenti chiaramontesi una sorpresa. Gradita.

L’ufficio tecnico e quello delle imposte dovrebbero predisporre quanto occorre acciocché, nel Maggio 2014, gli interessati ricevano una letterina accompagnata dal modello F24 già bell’e compilato. Il che, essendo frutto di un conteggio ex ante, eviterebbe al Comune di operare i previsti e dovuti controlli ex post sulla congruità dei versamenti Imu effettuati. Niente scocciature e perdite di tempo. Nè per noi, né per l'ufficio tributi.

Ecco una riforma di alto valora sociale. Per di più a costo zero. Di quelle che tramanderebbero alla storia il ricordo grato di sindaci e assessori dinamici e illuminati.

Tutto ciò in Francia già lo si fa da tempo. Leggere, per credere, la lettera apparsa su “Repubblica” di ieri e qui riprodotta.

Che ne pensa l’assessore alla finanze Deborah Sotgiu?

Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Giugno 2013 00:13
 
Commenti (2)
Ma l'Imu, la paghiamo tutti ?
2 Lunedì 17 Giugno 2013 22:32
c.coda

Vi confesso: sinceramente pagare l'IMU non mi disturba (in senso traslato) e se per gabella intendo servizi efficienti ancora meglio. Le case, per noi sardi, sono la cartina di tornasole, il risultato di una vita lavorativa di quello che hai e di quello che ti hanno lasciato con grandi sacrifici. La questione o il dubbio è altro: la paghiamo tutti?


Una lettura e analisi personale della “seccatura” la faccio, senza peraltro dare sproni. Sarebbe un principio di legittimità su cui l'assessora competente dovrebbe lavorare sodo e darci sopra. In buona pace, e sostenibile da tutti. Altro castigo è riferibile alle seconde case. L'aliquota è leggermente inferiore a quella che pago in città: 7,60 0/00 contro 8,00 0/00. Il dazio per i fabbricati dati in comodato d'uso a familiari, in altri comuni, è stato cassato.


Altra nota stonata è che il servizio di verifica e recupero crediti non è più, da anni, in carico agli uffici comunali e il riscontro di inesattezze e disguidi non sono immediati o in tempi ragionevoli. Si verifica l'insostenibile: l'attesa delle notifiche, vere mazzate, dopo quattro-cinque anni da parte dell'ente delegato (S.T.E.P – Servizi e Tecnologie Enti Pubblici – con sede a Sorso) la ritengo interessata.


La metto sull'ironico: la nostra contabilità comunale (Ici-Imu e Tarsu) è, o era recentemente, regolata vicino alla Billellera. Il proposito di questa prassi, oramai consolidata da qualche anno, pare di capire, sia sulle nostre spalle e faccia lievitare l'agio con interessi a catena e sempre a favore. Non per noi. I ritardi, sono di natura organizzativa e temporale dell'ufficio appaltante e aggiudicante. Qualunque esso sia. Insomma, nessuno pare si salvi da questo girone infernale.


Liberateci!, se possibile.


Confido che, la tanto odiata tassa, se equa, si possa ridurre alla spesa di qualche giro-pizza in famiglia. Ma non allarghiamoci troppo, altrimenti sarebbe indigestione.

Servizi comunali? Chiaramonti paese fortunato!!!
1 Lunedì 17 Giugno 2013 09:50
Tore Patatu

Caro Carlo, e cosa vuoi commentare? E il bello è che ci vantiamo di aver scoperto l'America, in concorrenza con la Spagna, la Corsica e un'altra decina tra città, regioni e nazioni.


Io possiedo una casetta a Stintino, all'interno di una lottizzazione di oltre trecento condòmini (ormai diventato quartier del paese) e, per quattro anni di fila, ho pagato una multa salata (allora si chiamava ICI), perché, nel corso dell'anno, hanno variato l'aliquota senza avvertire nessuno; per cui, il versamento non corrispondeva ai loro “desideri”.


Siccome gli accertamenti avvengono con notevole ritardo, ecco la catena di multe che si è venuta a formare. Credo che a Stintino ci siano oltre diecimila seconde case e il comune ha scelto il massimo dell'aliquota. Aggiungi le more e le multe e hai una parvenza dell'affare che costituisce l'IMU per questo comune.


Servizi? Zero!!! e quelli che ci sono, li paghiamo a parte: vedi acqua e manutenzione impianto idrico (salatissima nonostante l'acqua salata sia lì a due passi), Servizio di nettezza urbana, puzzolente e salato insieme, (a nostre spese abbiamo costruito le isole ecologiche). Noi, all'interno della lottizzazione, (si tratta di un complesso enorme) pensiamo al pagamento dell'illuminazione pubblica, alla sua manutenzione, a quella delle strade, delle fogne, alla segnaletica stradale, ai dissuasori (nome straordinario entrato nel codice della strada. In Francia li chiamano Gendarmes couchées), allla pulizia delle strade, alla cura del verde e via dicendo.


A Chiaramonti, gli abitanti delle lottizzazioni di Codinarasa, di Codinas, di Sa Loca, ma anche di San Giovanni ecc., certamente questi servizi non li pagano (perlomeno, così era fino a poco tempo fa).


L'ho sempre detto che il mio paese natio è un paese fortunato!!!


---


Fortunato, dici? Probabilmente si, se ti riferisci al paesaggio, all'aria salubre, al clima gradevole e ai vasti orizzonti che ci è dato di godere. Tutte cose, però, che non ci appartengono. Non sono qui per merito nostro, ma ce le siamo ritrovate così come sono. Anzi, talvolta abbiamo contribuito scientemente a deturparli, questi beni.



Se guardo al passato, registro che il paese è cresciuto in estensione, dispone di case confortevoli e spaziose, di strade comode e solitamente pulite. Insomma: abbiamo progredito in tutto ciò che appare, che si vede. Ma nel profondo dell'animo nostro, siamo rimasti ancora laggiù. Abbiamo tanta strada da percorrere; eppure, sovente e con arroganza, ci gloriamo di essere arrivati. Scambiando un piccolo passo per un traguardo importante.


Per quanto attiene all'Imu, per altra via ho ricevuto un po' di messaggi e ho scoperto che ciò che vige in Francia e negli States lo si fa pure in Belgio, nel nostro Veneto e nel Trentino. Al solito, abbiamo due Italie. Noi viaggiamo su una tradotta, mentre altri hanno l'alta vellocità. Anche nella organizzazione e nella gestione dei servizi, oltre che delle imposte.


Mi aspetto che il nostro assessore alle finanze, Deborah Sotgiu (che si dichiara impegnata seriamente ad ammodernare l'apparato), batta un colpo. (c.p.)

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