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Viaggi 2006 – In Marocco dall’Atlantico al Sahara PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Domenica 20 Aprile 2008 18:07

Avevo visitato un pezzo di Marocco una quarantina di anni fa. Nell’estate 1966, approdando a Tangeri attraverso lo stretto di Gibilterra. Una visita breve. A volo d’uccello, come suol dirsi. Eppure quella terra, la sua gente, i suoi colori e i suoi profumi mi avevano affascinato a tal punto che il desiderio di tornarci era rimasto sempre vivo. In attesa di un’occasione propizia.

Ebbene, l’occasione si presenta, finalmente. E così, fatte le valigie, in compagnia di mia moglie e di una coppia di amici (Filippo e Peppina Ruiu), a fine Maggio c’imbarchiamo su un aereo diretto a Casablanca. Dopo un tour della città, fatta una capatina alla grandiosa moschea di Hassan II e visitati numerosi negozietti strapieni di ogni genere di chincaglierie, ci avviamo a compiere, in pullman, un giro di dodici giorni. Tanto faticoso quanto ricco di emozioni, di meraviglie e... d’imprevisti.

Lasciamo l’Atlantico per inoltrarci nell’interno, seguendo un itinerario che ci porta a visitare quattro delle cinque città imperiali (Casablanca, Rabat, Fes e Marrakech). Il percorso, snodandosi inizialmente lungo la costa, tocca Rabat, Volubilis, Meknès e poi Fes. Proseguendo verso Sud, ecco il Sahara, con le sabbie dorate e 40 gradi all’ombra (si fa per dire). Trovarsi spersi fra quelle dune a Merzugha produce un’emozione unica. Se poi, come accade a noi, si leva il Ghibli che provoca, nel volgere di qualche minuto, una violenta tempesta di sabbia, l’emozione si trasforma in panico. Non resta che attaccarsi alla coda di un dromedario e confidare nell'istinto. Del dromedario, intendo dire.

Sui monti dell’Atlante, il paesaggio sembra quello dei nostri Appennini: boschi di cedri, prati verdi, greggi immense al pascolo e fiori dai colori intensi. Sosta a Erfud e poi via verso le gole dello Ziz, del Todgha e del Dadès. Specie di canyons con pareti rocciose altissime che fanno da sponda a ruscelli incredibilmente ricchi di acque cristalline. Pieghiamo a Ovest e via verso Ouarzazate. Poi a Marrakech, città animata da mercati multicolori e dal traffico caotico. La sua famosa piazza Djemaa el-Fna è un caravanserraglio di mille spettacoli, offerti da venditori d’acqua, incantatori di serpenti, mangiatori di fuoco, saltimbanchi e tutta una varia umanità pronta a esibirsi in qualcosa, pur di scucire qualche moneta al turista.

Si torna verso il mare a Essaiura, Safi, El Jadida e infine a Casablanca, dove ci attende un aereo Alitalia che ci riporta a Roma.

Che dire? I colori di un’intensità mai vista, i profumi e gli odori conturbanti, i piatti sempre coloriti e saporiti (ma talvolta indigesti) ti lasciano dentro qualcosa che non è facile cancellare. Le viuzze che s’inoltrano nelle casbe ti conducono in luoghi incredibilmente diversi da quelli che frequentiamo abitualmente. Una calca di persone, di venditori, d’imbonitori, di bestie da soma stracariche e di carretti trainati a mano si contendono gli spazi esigui a disposizione per il transito. Perdersi in quel dedalo di carruggi è facile e pericoloso a un tempo. Ma il fascino che quei luoghi esercitano ti ammalia a tal punto da far premio sulla pur necessaria prudenza. E poi c’è il sorriso di quella gente. Visi luminosi, occhi profondi e sensuali, corpi ben modellati e un atteggiamento sempre positivo. Così, almeno, mi è parso.

A Fes andiamo a far visita a un’amica francese che, funzionaria presso la propria ambasciata, aveva sposato un marocchino e scelto definitivamente di stare in quel paese. Le chiedo se non sente nostalgia della Francia. “Si – mi risponde – di tanto in tanto; ma dopo tre soli giorni di vita parigina, non resisto più. E torno qui. Chi altro, se non il Marocco, può darmi un cielo così luminoso, colori tanto diversi e vivaci? Dove posso trovare questi volti sorridenti e profumi così conturbanti? Credimi, è meglio qui”.
Io la prendo in parola. Voi provate, per credere.

Le foto (dall'alto verso il basso):

  1. Cartina del Marocco con l'itinerario del viaggio
  2. Ouarzazate
  3. Mercato a Rabat
  4. Minareto della moschea Hassan II a Casablanca
Clicca qui per vedere le foto della nostra galleria
Ultimo aggiornamento Martedì 06 Maggio 2008 12:57
 

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