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La Tribuna: Il gusto amaro di un dolce PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 16 Marzo 2011 14:46

di Garzone di Bottega

Senti questa, Carlo, raccontatami da un amico.

Lui ha scoperto in tarda età i dolci: una vera delizia! Ha la fortunaccia di non avere problemi glicemici e, pertanto, ci si lecca i baffi.

Sempre lui, ha preparato gli ingredienti per una torta un po' speciale: farcita in modo particolare e, siccome non bravo nella crema, ha chiesto l'aiuto ad un amico, bravo nel prepararla. Ma l'impasto così preparato ha superato la giusta misura, tanto che ne sarebbe venuta fuori una tortona grande grande.

Allora hanno pensato di dividerla con altri.

Difatti questo conosceva un signore, padre di una famiglia numerosa, con tanti figli: alcuni golosi altri un po' meno, alcuni birichini altri più composti, ma pur sempre una gioiosa parentela. Il signore padre si era espresso piacevolmente per questo gesto, tant'è che avrebbe comunicato per la consegna.

Bene! La torta l'avrebbero gustata e condivisa con altri. Troppo grande per gustarla da soli.

Per intanto, l'impasto inzeppato di ghiottonerie lievitava, si faceva sempre più grande, così pure la crema sempre più amalgamata.

A conclusione: il dolce è bello e pronto! L'aspetto invitante, il gusto da verificare sul campo, anzi a tavola apparecchiata con tutti seduti attorno. È indubbio, comunque dai gusti, che ai congiunti sarebbe piaciuta ai più.

Ma, le ore passano, così pure i giorni. L'amico mio ha atteso che il babbo, o la zia dei ragazzi, comunicassero per far recapitare la consegna. Aspettando, aspettando, la crema si è inacidita, i canditi resi mollicci, gli altri ingredienti pure.

Peccato!

I figli di quel signore avevano perso l'occasione di assaggiare un gustoso dolce. Sia per gli ingredienti, sia per l'occasione, che non sempre è ripetibile. Questo amico mio, sempre goloso, mangerà con gusto piccoli bigné, che lui stesso preparerà e che condividerà con amici, golosi pure loro.

Ma quella numerosa famiglia non avrà gustato quel dolce artigianale un po' speciale. Si accontenterà di crostatine e wafers ed altro ancora, acquistati in qualche discount e prodotti da una marca incerta.

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Colgo nel tuo discorso, e nella sottile ironia che lo pervade, l’amarezza di chi tenta, in qualche modo, di prodigarsi a favore degli altri e viene invece respinto. Di chi vuole condividere col prossimo iniziative, idee, progetti; ma è snobbato da saccenti che presumono di saper fare da sé ogni cosa.

Ti riferisci di certo a qualche idea che avevamo buttato giù per celebrare il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Ma con l’occhio attento alle cose di casa nostra. E cioè mettendo in linea fatti e avvenimenti di rilevanza nazionale accanto a quelli, di certo più modesti ma per noi ugualmente importanti, accaduti in quegli anni cruciali a Chiaramonti.

Questa voleva essere la torta. Bella grossa e da gustare, secondo le nostre intenzioni, insieme alla grande famiglia dei Chiaramontesi, nella ricorrenza speciale del 17 Marzo. Ma quel padre di famiglia (ai miei tempi si diceva su babbu ‘e sa popolazione), pur avendo mostrato in principio (solo in apparenza però) di gradire il progetto di massima, l’ha lasciato cadere, dando forfait. Senza nemmeno un cenno di scuse.

Così va il mondo. Viva l’Italia Unita. (c.p.)

 

 

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