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Viaggi 2007 - A Barcellona fra paella e Gaudì PDF Stampa E-mail
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Scritto da Carlo Patatu   
Venerdì 04 Aprile 2008 14:55

Partiti da Alghero con Ryanair poco prima delle 22, giungiamo all’aeroporto di Girona un’ora dopo. Un comodo trasferimento in pullman fino a Barcellona, dove arriviamo intorno a mezzanotte. Un taxi e via alla Rambla, dove ci attende una sistemazione confortevole in hotel. E' il 28 Giugno 2007.

Torniamo a Barcellona dopo tanti anni e la ritroviamo ancora più viva, molto movimentata, strapiena di turisti. Molti gli italiani. Il contatto con gli spagnoli, nei quali ci rispecchiamo con tante virtù e qualche vizio, è sempre interessante e non privo di fascino. Ciarlieri, simpatici e rumorosi come noi, danno al forestiero l’idea di sentirsi a casa. Per gli italiani poi (e segnatamente per noi sardi) il contatto è ulteriormente facilitato da molte affinità sul versante linguistico.

La visita della città, moderna e bene attrezzata, con servizi pubblici di prim’ordine, presenta motivi d’interesse notevoli e suscita emozioni a ogni angolo di strada. Vuoi per le prospettive, per i monumenti, per le fantastiche creazioni di Gaudì e per la varia umanità che s’incontra percorrendo una calle o andando su e giù per un passeig alberato.

Las Ramblas, partendo da plaza Catalunya e fino al passeig Colon, offrono spettacoli che cambiano col variare delle ore. Quello che di giorno è una sorta mercatino di fiori, libri, prodotti d’artigianato e una miriade di altri oggetti, strani e no, di notte si trasforma. Diviene un grande palcoscenico; un teatro che, come un caleidoscopio, presenta serie infinite e variegate di spettacoli. Capannelli si formano qua e là per assistere alle perfomance di ballerini, cantanti, saltimbanchi, mangiatori di fuoco, giocolieri, prestigiatori, imitatori perfetti e immobili di statue e personaggi celebri. Tutti alla ricerca di attenzione e, preferibilmente, di un applauso seguito da... qualche centesimo di offerta.

I musei espongono Picasso, Mirò e tante altre opere da vedere; le belle chiese, i teatri, le sale da concerto, la grandiosità del passeig de Gràcia, il fascino del Barrio Gòtico catturano l’attenzione del turista. Che si lascia soggiogare volentieri da quelle meraviglie; ammirando le quali prova emozioni che poi gli restano a lungo impresse nella mente e nel cuore. Di prammatica le visite (fatte con calma, senza fretta) alla Sagrada Familia, alla Casa Batllò e al Parco Guell. Per onorare Anton Gaudì e le sue strane, affascinanti e persino inquietanti creazioni. Un linguaggio architettonico, il suo, che non ha eguali per originalità e fantasia.

Che dire poi dei ristoranti, dove si continua a mangiare bene, gratificati da un servizio eccellente e a prezzi abbordabili? Dalla Rambla a Barcelloneta, a Montcada, a Montjuïc, locali di ogni categoria fanno a gara nell'offrire tapas, bocadillos, specialità locali e no. C’è veramente l’imbarazzo della scelta. Fare colazione con una tazza di cioccolata e churros caldi caldi è il massimo. Fegato e colesterolo permettendo.

La partenza la subiamo con un misto di tristezza e malinconia. Non vorremmo lasciarla mai questa città dai mercati multicolori, carichi di profumi e odori conturbanti. Il pomeriggio del 3 Luglio, di nuovo in pullman e via per Gerona. Un’oretta di volo e rieccoci ad Alghero. E quindi a casa. Le fotografie, che facciamo scorrere sullo schermo del pc di tanto in tanto, ci riportano col pensiero in quei luoghi. Ecco perché vogliamo rendervi partecipi delle nostre emozioni, pur sapendo che non poterci riuscire compiutamente, fornendovi una piccola galleria d’immagini del nostro viaggio.

 

Clicca qui per vedere le immagini della nostra galleria

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Giugno 2008 18:34
 

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