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Salvatore Patatu presenta il Coro di Usini a Pavia PDF Stampa E-mail
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Domenica 28 Novembre 2010 00:15

Applaudito concerto nell'Aula Magna dell'Università e messa cantata a San Pietro in Ciel d'Oro

di Paolo Pulina

Il Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia, presieduto da Gesuino Piga, ha offerto alla cittadinanza pavese, in segno di stima e di gratitudine, una rassegna di canti tradizionali sardi.

Il Coro di Usini (cittadina in provincia di Sassari), nel pomeriggio di sabato 20 novembre 2010, presso l'Aula Magna dell’Università, ha proposto canti popolari particolarmente famosi: “Non potho reposare”; “Nanneddu meu”; “Sa Crapola”; “A Comare”; “Dimonios”, inno della Brigata Sassari, e altri pezzi di propria composizione (il brano più famoso è “Vendetta”).

Lo stesso coro, domenica 21 novembre, davanti ai fedeli che gremivano la Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro (in cui sono conservate le spoglie di sant’Agostino), si è esibito in canti religiosi in sardo di accompagnamento della Santa Messa: “Su Rosariu” ; “Santu”; “Su Perdonu”; “Anzone 'e Deu”; “Alleluia”; “Su Babbu Nostru”; “Sutta s’Altare”. Il canto finale è stato “Deus ti salvet Maria”.

Entrambe le manifestazioni (direttore il maestro Mario Tedde, solisti Antonio Muroni, Paolo e Mario Cuccuru, Massimo Tanca, Franco Piras; presentatore prof. Salvatore Patatu) hanno avuto notevole successo di pubblico e hanno riscosso lusinghieri apprezzamenti.

Alle due iniziative musicali hanno dato il patrocinio la Regione Sardegna-Assessorato del Lavoro, la Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI), la Diocesi, il Comune, la Provincia, l'Università, la Prefettura e la Camera di Commercio di Pavia.

Il gruppo di cantori usinesi può così aggiungere un altro trofeo al suo ricco palmarès, costituito durante il lungo itinerario di vita del Coro. Che è stato formato nel 1974 da alcuni giovani appassionati del canto sardo corale. Il Coro conserva l'impostazione armonica tradizionale a quattro voci del canto “a tenore”: basso, contra, prima e seconda voce.

Il Coro agli inizi interpretava melodie in nuorese e canti religiosi ma li ha in seguito integrati con la ricerca e l'armonizzazione di brani prettamente in logudorese ed in particolare nella variante linguistica di Usini.

Sempre nel rispetto dei canoni tradizionali e delle armonie sarde, il Coro, grazie alla vena artistica di un suo componente (Nanni Brundu) e alle armonizzazioni del suo attuale direttore Mario Tedde, ha elaborato ed eseguuito brani inediti.I quali hanno fatto sì che il gruppo si creasse uno spazio tutto suo nel campo del folklore isolano. Il Coro, che ha una composizione massima di 32 elementi, include numerosi e validi giovani.

La discografia del Coro comprende una diecina di raccolte di canti. L’ultimo CD (2009) è intitolato “S’elighe entosu” e comprende pezzi sia della tradizione sia di autonoma produzione. Questi documenti oggi sono conosciuti nelle piazze dei vari centri della Sardegna, dove il gruppo si esibisce, invitato a cantare in occasione di sagre paesane o di manifestazioni culturali ad animare la Santa Messa.

Le melodie di Usini hanno varcato il mare ed hanno raggiunto le piazze del Piemonte, della Lombardia, della Valle d'Aosta, della Liguria, della Toscana, del Friuli, del Trentino, della Corsica, del Lazio, della Campania e della Francia a Lourdes. Qui, tramite l'organizzazione dell'Unitalsi, il Coro ha potuto cantare il “Deus ti salvet Maria” davanti a più di 50.000 persone.

Il Coro, a partire dal 1994, organizza raduni di gruppi folkloristici con l’intento di divulgare il canto corale in generale. Inoltre ha pubblicato due libri: uno in occasione del ventennale, l'altro per il trentennale della propria costituzione: “Trent’anni... incantati col Coro di Usini”, a cura di Salvatore Patatu).

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Novembre 2010 21:59
 
Commenti (1)
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1 Martedì 30 Novembre 2010 03:14
peri52
L'emozione creata dal coro di Usini ha toccato le profondità più buie e recondite dell'anima, risvegliando emozioni assopite da molto tempo, troppo tempo. Bisogna ascoltare per capire, non si può descrivere. I privilegiati che erano presenti nella maestosa aula magna dell'universita di Pavia hanno potuto godere di una esibizione superlativa, questo coro che ben rappresenta nel mondo il popolo Sardo. Si può dire che un raggio di luce ha illuminato le profondità più buie dell'anima, trovando la via per scoprire quello che eravamo e quello che siamo. Ho sentito dire che il popolo Sardo ha il DNA diverso dal resto europeo. Ci sarà un perché. Il presentatore, professore Salvatore Patatu. è stato sublime nel presentare questo evento, illustrando usanze e aneddoti del passato e del presente. Complimenti al dott. Paolo Pulina, che, avendolo visto solo di sfuggita, è molto meglio che in fotografia. Le congratulazioni e complimenti vivissimi vanno al coro di Usini.


Qui Milano sono le ore 02.00. Chi ha tempo non aspetti tempo.


Salvatore inviato speciale famiglia Patatu saluta tutti i coristi del popolo Sardo.

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