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La critica sulla stampa serve per spingere a fare meglio
Scritto da Tore Patatu   
Venerdì 12 Febbraio 2010 01:45

Capisco l'amarezza e il risentimento dei dirigenti del Chiaramonti per i miseri risultati conseguiti quest'anno, in quanto non vedono realizzate le aspettative che il lavoro e i sacrifici profusi avrebbero dovuto produrre. Però, contestualmente, devo dire che non bisogna prendersela con la stampa, in questo caso un sito internet, che, per quel che mi è dato di capire, è, invece, molto vicino e, soprattutto, molto amico della squadra.
Io non vivo a Chiaramonti e, quindi, vengo informato dei fatti soltanto dall'arido risultato che appare sulla Nuova il lunedì mattina e dagli articoli che appaiono qui nel sito. Vengo, quindi, informato sull'andamento della partita, soltanto da questi articoli, scritti da Carlo con la collaborazione di Matthew Donadu. E, leggendoli, non mi è sembrato di aver notato alcuna nota denigratoria nei confronti dei giocatori e ancor meno dei dirigenti.
Il giornalista (e Carlo lo è in misura più che adeguata) svolge un ruolo doveroso, che può apparire antipatico, se vogliamo. E non lo fa certamente per divertirsi o per denigrare il lavoro di chicchessia. Egli opera una critica costruttiva, finalizzata al miglioramento della situazione, che, in primo luogo, egli stesso si augura avvenga al più presto.
Io leggo tutti i giorni Tuttosport, giornale juventino per eccellenza; e dovete vedere e sentire le critiche che i suoi giornalisti fanno già da qualche mese ai dirigenti e ai giocatori. Altro che il duo Donadu-Patatu. Ma credete davvero che i giornalisti di Tuttosport vogliano il male della juventus? (da qualche settimana si è aggiunto anche il Torino in serie B). Se la Juve va male e non vince diminuiscono in modo esponenziale le vendite di quel giornale. Quando questa squadra era in B, la Gazzetta dello sport vendeva centomila copie al giorno in meno. Altro che chiacchiere!
E allora? non esiste chiaramontese, in grado di ragionare, che non voglia il bene della squadra del suo paese. Ed esprime questo concetto sempre nel rispetto del ruolo che egli ricopre: tifoso, dirigente, calciatore, giornalista, semplice osservatore e così via. E guai se cessa la critica, (nel senso giusto del termine) in quanto, con essa, cesserebbero il dialogo e il confronto, che sono il sale in un paese democratico. Se ciò accadesse, la realtà sportiva si appiattirebbe a tal punto, che non avrebbe più senso andare a vedere la partita e seguire la squadra.
Ricordo due versi improvvisati da tiu Bainzu Truddaju, quando, alla festa dei giovani del 1971, essendo tra gli ascoltatori, dovette salire sul palco a cantare in sostituzione del grande Raimondo Piras che si era sentito male all'improvviso. Soggiu lo invitò a dimostrare tutta la sua sapienza poetica nel suo paese dicendogli:
Mustra in bidda tua allegras venas

si ses cantende in sas biddas anzenas”.

E il nostro poeta gli rispose all'interno di un'ottava:

“E daghi apo a fagher su chi poto

non mi as a pretender de pius”.

Voi, dirigenti e giocatori, comportatevi allo stesso modo: fate quello che potete, continuando a lavorare con serietà e determinazione. I risultati, prima o poi, arriveranno.

Auguri e, ovviamente, “adelante” Zaramonte!