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| il tempo che passa |
| Scritto da Soddu Salvatore | |||
| Martedì 05 Gennaio 2010 18:49 | |||
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Come sempre l'amico Carlo riesce a suscitare bei ricordi dei tempi passati e viene spontaneo pensare e ricordare i bei tempi, li posso chiamare bei tempi, perchè sapevamo apprezzare di più il poco che avevamo, cose essenziali aderenti allo stretto necessario della vita. E le piccole cose che avevamo ci rendeva felici. L'ultima notte dell'anno e il passaggio all'anno nuovo suscitavano momenti di riflessione sul tempo trascorso, una frazione di vita passata, e nel riaffiorare i ricordi si faceva un bilancio del tempo trascorso. Ricordi che potevano essere belli o brutti. Ricordi belli delle persone che ci avevano accompagnato quel periodo, i parenti stretti, gli amici, il gioco, la scuola. Ma anche momenti brutti con prove dolorose come la scomparsa di qualche persona cara, un lavoro perso, non avere la possibilità di poter aver un titolo di studio, perchè non si avevano i mezzi, e questo creava, a volte un complesso di inferiorità nei confronti dei più fortunati, complesso che si attenuava col passare del tempo, considerando che ognuno aveva quel che basta per essere qualcuno, anche se il "pezzo di carta" e la cultura serviva per accedere ad una migliore sistemazione. Ma anche da queste esperienze negative si traeva una formazione a non arrenderti alle difficoltà della vita. Questo modo sobrio di vivere allora ci ha insegnato ad apprezzare di più quello che serve veramente nella vita, come affrontarla senza scoraggiarsi di fronte ai fallimenti, a sapersi rialzare e riprendere il cammino verso progetti a nostra portata, e a volte non trovando soluzioni dove si viveva, avere il coraggio di lasciare famiglia e amici per cercare opportunità lontani da casa. E tutte le volte che ci si trovava ad un bivio, dove anche ci si poteva perdere, si sceglieva la strada migliore, quella che avevamo appreso in quegli anni di formazione. Forse questa esperienza manca ai giovani, che pur essendo più colti di allora, con molta facilità si scoraggiano e non sono mai contenti di quello che hanno.
Nell'augurare un nuovo anno auguro di essere noi nuovi nel saper affrontare le prove della vita. Avere sempre il dono di stupirsi dei fatti della vita e del bello che ci circonda, che non fa notizia. Non è il tempo che passa, siamo noi che passiamo e la vita è un dono, una occasione da vivere ogni momento. La vita non è facile per nessuno, volere o no ognuno ha la propria croce, e la croce è meglio abbracciarla che trascinarla, costa meno fatica e gli si può dare un senso. Anche il Figlio di Dio poteva scegliere una strada più facile per salvare l'umanità, ma è finito in croce, per insegnarci a dare senso ad ogni dolore che per ogni risurrezione occorre prima morire. Certo sono cose umanamente non facili da capire. Comunque mi piace ricordare che la vita vale la pena di viverla bene, e vale di più se donata, come ci è stata donata, essere un dono per gli altri e non un peso. Il mio augurio per il tempo che abbiamo è che si viva con ottimismo, avere la capacita di vedere il bello che ci circonda. Che anche invecchiare è un dono, pur con i limiti che avanzano ogni giorno. E per chi ha il dono della fede cercare di essere Amico di quella persona che oltre 2000 anni fa ha dato la vita per noi. E' bello quando arriverà la "nostra ora" essere giudicato da un Amico. Vi ringrazio di avermi dato l'opportunità di farmi ricordare quei tempi della nostra giovinezza, è come mettere un fertilizzante nelle nostre radici per fare la pianta più bella. Con affetto rinnovo gli Auguri di vivere il tempo che ci è donato con salute e serenità, e con la vecchiaia tanta saggezza. Un Caro saluto Salvatore Naturalmente ringraziamo, ricambiando gli auguri. Che, comunque sia, fanno sempre bene al cuore. (c.p.)
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Questo è un commento di "S’ultima notte ‘e s’annu"