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Scritto da Gian Piero Unali
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Venerdì 01 Gennaio 2010 21:47 |
Mi permetto, se mi è consentito e in punta di piedi, esprimere qualche considerazione in merito all'articolo di cui sopra. Ad Oschiri, che partecipa nello stesso girone del Chiaramonti, al campionato di 2^ cat., sino all'anno scorso è successa la stessa cosa. Gli anni scorsi si partiva con l'intenzione di vincere il campionato, quindi giocatori di categoria, presi dapertutto, pagati con rimborsi spese e quant'altro, con bilanci modesti, ma pur sempre fuori portata per piccole comunità come le nostre, e i giovani locali costretti a giocare fuori o addiritura, non trovando spazio in prima squadra, abbandonavano lo sport. Quando poi a metà campionato gli obiettivi si allontanavano, i "mercenari", iniziavano a non frequentare più gli allenamenti creando malumori e quant'altro.
Quest'anno si è voltata pagina, per poter fare fronte a bilanci in rosso degli scorsi anni, cercando di risanare quanto possibile, niente giocatori di fuori e dentro ragazzi di 18-20 anni a costo zero. Ragazzi che hanno i colori sociali e la bandiera radicata dentro, che vivono il prima-durante-dopo partita in maniera emotiva e partecipata, che mettono l'anima e il cuore dentro le partite. I risultati iniziano ad arrivare e si stanno ben comportando. Quindi l'augurio che faccio al Chiaramonti è quello di un cambiamento di rotta. Valorizzare i giovani locali, curando soprattutto l'aspetto sociale, non vedo perchè tanti ragazzi devono andare a Laerru o altrove per poter giocare a pallone. La partita Oschirese-Chiaramonti, che si era chiusa sul 2 a 0 per i primi aveva, al di là del risultato, messo in mostra proprio questo fatto. I primi lottavano con il cuore mentre il Chiaramonti sembrava una squadra senza anima.
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