Home » Commenti agli articoli » Lista » La sicurezza prima di tutto

Immagini del paese

Castello 21.JPG

Statistiche

Tot. visite contenuti : 11344408

Notizie del giorno

 
La sicurezza prima di tutto
Scritto da Andrea Soddu   
Venerdì 03 Luglio 2009 13:25
Salve, dopo aver letto l'articolo vorrei aggiungere alcune precisazioni. A detta degli agronomi il pino, pur potendo arrivare fino ai 300 anni, dopo aver compiuto 80-90 anni viene considerato un albero pericoloso. Non presenta segni esteriori di invecchiamento, ma in realtà il deterioramento inzia dall'interno del fusto e dalle radici; il che, aggiungo un "purtroppo", comporta il cedimento improvviso dell'albero stesso.
Secondo punto da non sottovalutare. Lo sterco degli uccelli, accumulatosi in enormi quantità sulle pigne e sui rami (le poche foglie rimanenti sono bruciate dallo stesso), è notoriamente un incredibile serbatoio di infezioni e un fattore altamente inquinante.
Torniamo al primo punto e consideriamo la pericolosità degli alberi. Nel caso di un probabile crollo improvviso (con conseguenti danni a persone e/o cose), di chi sarebbe la responsabilità? Del gruppo di persone che li avrebbe voluti tagliare a suo tempo (non propriamente la minoranza del paese), o di chi si è opposto? A prescindere dal problema degli uccelli, penso non sia "abominevole" l'idea di tagliare tre alberi e ripiantarne altrettanti o di più, come accade in Svezia da almeno trent'anni! Cordialmente.
---
Caro Andrea, intanto vorremmo leggerla questa benedetta relazione che dichiara "pericolosi" per l'incolumità pubblica i tre pini di cui parliamo. Tanto pericolosi da doverli abbattere tutti e tre in un colpo solo. Perché una relazione tecnica deve pur esserci, a supporto della deliberazione. E poi resta il fatto che quegli alberi sono "storici". Sono depositari di una memoria che non può e non deve essere cancellata. Pertanto, anche nell'ipotesi di un possibile cedimento "strutturale", essi andrebbero opportunamente supportati. Proprio come si è fatto per il pino di Clelia Garibaldi a Caprera. Ultracentenario, ormai, sta in piedi e sfida il maestrale impetuoso di quel sito. Inoltre, non pare "abominevole" segare tre alberi per sostituirli con altrettanti. Per quanto attiene al problema degli storni, parebbe, non abominevole, ma inutile. Gli storni li colonizzerebbero all'istante. E tutto tornerebbe come prima. O no?
Da da pensare che decisioni di questo rilievo, non previste né comprese nel programma elettorale di quest'amministrazione (e per di più adottate dalla giunta con voto non unanime), andrebbero valutate con molta cautela e non prima di avere sentito anche gli umori della gente. Dopo di che, se la "gente" è d'accordo per abbatterli, li si abbatta pure. Pazienza. Così coma accade per il cliente, il Popolo ha sempre ragione. c.p.
 
Questo è un commento di "Non abbattete quei pini: sono monumenti"