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Attenti ai cartelli di divieto: sorprese in agguato! PDF Stampa E-mail
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Lunedì 08 Giugno 2009 16:06

A Propriano puoi gettare rifiuti sull'urina altrui; ma non sulla tua

Riceviamo da Tore Patatu e volentieri pubblichiamo la nota che segue.

Carlo carissimo,
l'altro giorno ho letto un articolo su un giornale (non ricordo se si trattava de "La Nuova" o di qualche altro quotidiano sardo) in cui veniva commentata la traduzione in francese di un cartello turistico esposto a Castelsardo. In sostanza, l'articolista ironizzava su un paio di errori di grammatica che la  traduzione conteneva.

Si fosse trattato di un paese qualsiasi, il danno sarebbe stato di lieve entità, ma trattandosi di un paese amministrato da un novello consigliere regionale, candidato alle Europee, il danno d'immagine è piuttosto rilevante. Danno che si sarebbe potuto evitare con estrema facilità.
La settimana scorsa, però, son passato sulla strada che da Ajaccio, in Corsica, porta a Propriano; e mi son fermato, come faccio sempre, ad ammirare il suggestivo panorama che spazia sulla bellissima spiaggia di Porto Pollo, che io e te conosciamo molto bene, avendovi campeggiato a lungo con altri amici chiaramontesi, quando eravamo più giovani.

Tutti i turisti si fermano in quel punto; e non solo per contemplare il mare. Essi, infatti, approfittano della riservatezza offerta dai numerosi alberi di olivastro (donne nella parte bassa, uomini in quella alta) per fare i loro bisognini fisiologici.

Il sindaco (lu meri) di Propriano, ultimamente, ha cercato di dissuadere i "bisognanti" (accetta il neologismo), esponendo un cartello in  quattro lingue, che accludo come documento. La parte scritta in francese è perfetta (vorrei ben vedere, i corsi non sono mica di Castelsardo); ma quella in italiano ed in inglese fanno crepare (per non dire altro, visto l'argomento) dal ridere. Esso recita testualmente:
"È severamente vietato gettare rifiuti SUL TUO urina o area sotto pena di ACCUSA”.

Il bello è che il solo errore di grammatica presente nella traduzione riguarda l'accordo dell'aggettivo tuo (maschile) col sostantivo urina (femminile). Altri errori grammaticali non ce ne sono. Quindi, il cartello è molto chiaro e perentorio. Non è vietato fare la pipì, ma soltanto gettare rifiuti su di essa.

Per farla breve, la pipì puoi farla tranquillamente, ma non permetterti di gettarvi sopra i rifiuti che, nel frattempo, hai prodotto: carta, fazzolettini, cicche, residui di cibo, bottigliette e quant'altro. A voler sottilizzare, non è neanche vietato gettare rifiuti sulla pipì; è vietato (tralasciando l'errore di accordo) gettare rifiuti sulla “tua” pipì; tanto è vero che è evidenziato con lettere maiuscole. Ma non è vietato gettarli su quella degli altri.

Insomma, si tratta di un vero e proprio divertentissimo capolavoro del diritto, che vale la pena leggere e fotografare; come, d'altronde, ho fatto io. Dopo questo, il cartello turistico di Castelsardo, tanto criticato dal giornalista, può essere esposto tranquillamente in ‘Place de la Concorde’ a Parigi.

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Grazie, Tore. Premesso che ricordiamo con tanta nostalgia i giorni felici del campeggio di Porto Pollo, la galleria potrebbe essere arricchita anche da una raccolta di menu, che abbiamo avuto modo di leggere (tradotti in lingua italiana) in ristoranti anche prestigiosi d'importanti città europee.

Ma, a proposito di manifesti curiosi, vi proponiamo questo, che abbiamo avuto modo di fotografare in una cittadina della Penisola, qualche tempo fa. c.p.

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Giugno 2009 12:53
 
Commenti (1)
L'amicizia vera
1 Martedì 09 Giugno 2009 19:49
Salvatore Soddu
Carissimi Tore e compare Carlo.


Ho proprio riso di gusto nel leggere questi scritti, esposti per di più da persone qualificate a governare la fiducia riposta in loro da tanti concittadini. Mi vengono in mente che anche da noi non si scherzava. Quando venivamo rappresentati da primi cittadini, che in seduta comunale non potendo venire a capo di tanti problemi superiori alle proprie capacità si lasciavano andare con queste esclamazioni "Mi sezzisi fattende sa conca manna cantu custa pinnetta" (Sala Comunale).


Certo che anche da noi, in tempi non troppo lontani, quando l'acqua corrente non era in casa e i servizi erano pubblici, se ne vedevano delle belle. In particolare, quando la necessità si presentava in contemporanea con altre persone. Per fortuna i punti "idonei" erano collinari con anfratti rocciosi. E per di più non mancava il vento corrente, bastava solo studiarne la direzione per non incappare in menù da residui non proprio aromatici.


Poi un'altra grossa difficoltà: non esisteva la carta igienica, ci voleva tutta la fantasia per risolvere il problema, ma la fantasia di fronte alle difficoltà non mancava e poi la materia prima era a portata di mano. Ma eravamo contenti! E' proprio vero che l'amicizia vera si vede nel momento del bisogno.


Un abbraccio, a presto. Salvatore

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Grazie per avere rinverdito ricordi ormai lontani: con tanto di assonanze e odori. Odori che oggi risultano sgradevoli e che, invece, ai tempi della nostra infanzia facevano parte del paesaggio e del contesto in genere. In breve (ma lo diciamo perché ora siamo vecchi): si stava meglio quando si stava peggio. Saluti cari a tutti voi. c.p.

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